giovedì, Ottobre 1, 2026
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“Oltre il limite”: lo sport insegna a crescere

Imparare a vincere, ma soprattutto imparare a perdere. Accettare una sconfitta, confrontarsi con i propri limiti e trovare la forza per ripartire. È il messaggio al centro del convegno “Oltre il limite: vincere, perdere, crescere”, ospitato nell’ambito del Villaggio Europeo dello Sport di Latina.

Una mattinata rivolta in particolare alle nuove generazioni, con la partecipazione degli studenti del Liceo Majorana, del Liceo Manzoni e del Liceo Classico Dante Alighieri di Latina.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore allo Sport del Comune di Latina Andrea Chiarato, l’assessore allo Sport della Regione Lazio Elena Palazzo, il presidente del CONI Lazio Alessandro Cochi e il delegato provinciale del CONI Mauro Di Prospero.

Ad aprire la riflessione è stato Chiarato, sottolineando come troppo spesso, quando si parla di sport, l’attenzione si concentri sui risultati e sulle vittorie, lasciando in secondo piano tutto ciò che sta dietro una prestazione. La giornata ha scelto invece di partire proprio dalla sconfitta e da ciò che può insegnare: rialzarsi, continuare a mettersi alla prova e affrontare le difficoltà. «Si parla di sport, ma si parla di vita», ha ricordato l’assessore rivolgendosi ai ragazzi presenti.

Un concetto ripreso da Cochi, che ha posto l’accento sulla dimensione sociale dello sport e sulla necessità di renderlo accessibile. Centrale, in questo senso, il lavoro comune tra istituzioni, scuole, famiglie, associazioni e società sportive, affinché la pratica non sia legata esclusivamente al risultato agonistico, ma diventi parte del percorso educativo dei giovani.

La persona prima del risultato è stata anche la chiave dell’intervento di Mauro Di Prospero. «Dietro il risultato di ogni prestazione c’è una persona», ha ricordato introducendo i lavori. Da qui le domande attorno alle quali è stato costruito il confronto: quanto conta davvero il risultato? Come si affronta una sconfitta? Quanto può diventare problematica la pressione esercitata su un atleta? E fin dove ci si può spingere nella ricerca della prestazione senza perdere di vista la persona?

Sul valore educativo dello sport e sul fair play si è concentrato l’intervento di Umberto Martone. Educazione, impegno, rispetto delle regole, disciplina, collaborazione e inclusione sono stati indicati tra gli elementi che devono accompagnare la pratica sportiva. Una missione educativa che passa anche dalla capacità di trasmettere ai ragazzi un principio fondamentale: non si può sempre vincere. La sconfitta può diventare così un momento per comprendere gli errori, lavorare su se stessi e trovare nuove motivazioni.

In questo quadro è stata richiamata anche la Carta dei diritti del ragazzo nello sport, che pone al centro il giovane prima ancora dell’atleta: il diritto a divertirsi e giocare, a praticare attività in sicurezza, a essere seguito da persone competenti e anche a non dover necessariamente diventare un campione.

Un altro aspetto è stato affrontato da Carlo Tranquilli, che si è soffermato sul rapporto tra doping e disagio giovanile, richiamando il ruolo della prevenzione e della tutela della salute. Tra i temi affrontati anche l’importanza della visita medico-sportiva e la necessità di rafforzare l’educazione sanitaria, coinvolgendo non soltanto gli atleti, ma anche i genitori.

Nel corso della mattinata Elena Palazzo ha invece illustrato alcune delle misure messe in campo dalla Regione Lazio per favorire l’accesso allo sport, partendo dalla difficoltà di molte famiglie nel sostenere il costo dell’iscrizione dei propri figli a un’attività. «Lo sport ci insegna che si può perdere una gara, ma non bisogna mai perdere la voglia di provarci», è stato il messaggio rivolto ai più giovani.

Palazzo ha ricordato in particolare i Voucher Sport. Secondo i dati illustrati durante l’incontro, nel 2025 sono stati erogati 47mila voucher da 500 euro, con un investimento complessivo di 24 milioni di euro e una misura rivolta ai ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Quest’anno, ha spiegato l’assessore, le domande sono salite a circa 117mila, mentre sono state stanziate ulteriori risorse per consentire lo scorrimento della graduatoria.

Accanto al sostegno alle famiglie, Palazzo ha ricordato anche gli investimenti sull’impiantistica e i progetti per l’efficientamento energetico degli impianti sportivi comunali, realizzati anche attraverso le risorse europee del FESR. Un percorso che, secondo l’assessore, richiede una collaborazione costante tra Regione, amministrazioni comunali, istituzioni sportive, associazioni, scuole e famiglie.

Il filo conduttore della giornata è rimasto così il rapporto tra sport e crescita. La vittoria rappresenta soltanto una parte dell’esperienza sportiva. Imparare a confrontarsi con una sconfitta, rispettare le regole e gli avversari, conoscere i propri limiti e continuare a impegnarsi sono elementi altrettanto importanti.

Perché andare “oltre il limite” non significa soltanto migliorare una prestazione o raggiungere un risultato. Significa imparare, attraverso lo sport, ad affrontare le difficoltà e le sfide che arrivano anche fuori dal campo.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e e successivamente specializzata con una laurea magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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