mercoledì, Ottobre 28, 2026
Allevamento

Pastorizia 4.0, a Roma il futuro degli allevamenti

La pastorizia guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici. Dalla tutela dei pascoli alle tecnologie digitali, fino alla valorizzazione della lana e alle nuove opportunità professionali per i giovani, saranno questi i temi al centro del convegno “Pascoli e Pastori: dal mito al 4.0 – L’evoluzione della zootecnia estensiva tra transizione ecologica e transizione digitale”, in programma giovedì 29 ottobre 2026, a partire dalle ore 9:30, presso la sede di Confagricoltura a Roma, in Corso Vittorio Emanuele II 101.

L’incontro si inserisce nel programma della 16ª edizione del Festival Cerealia, manifestazione internazionale dedicata alla cultura alimentare, ai territori e alle tradizioni del Mediterraneo.

L’appuntamento assume un significato particolare nel 2026, proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, su iniziativa della FAO, per richiamare l’attenzione sul contributo della pastorizia alla conservazione della biodiversità, alla sicurezza alimentare e alla gestione sostenibile degli ecosistemi.

Pastorizia e sostenibilità, un equilibrio da preservare

La zootecnia estensiva rappresenta un modello di allevamento strettamente legato alle caratteristiche del territorio, nel quale gli animali utilizzano le risorse dei pascoli naturali e seminaturali.

Oltre alla produzione alimentare, queste attività contribuiscono alla gestione del paesaggio rurale e, quando condotte in modo sostenibile, possono favorire la conservazione di habitat e biodiversità.

Il cambiamento climatico, le trasformazioni economiche e le difficoltà nel ricambio generazionale pongono però nuove sfide alle comunità pastorali.

Il convegno intende approfondire proprio questo rapporto tra ambiente, attività produttive e innovazione, mettendo a confronto ricercatori, rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore.

Dai tratturi del Lazio meridionale alla tutela dei parchi

Uno degli approfondimenti sarà dedicato al patrimonio storico e ambientale dei territori attraversati dalla pastorizia.

Roberto Reali, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, interverrà sul ruolo dei tratturi minori del Lazio meridionale, antichi percorsi utilizzati per lo spostamento stagionale delle greggi. Queste vie rappresentano una testimonianza della storia economica e sociale delle comunità rurali, ma anche un elemento del paesaggio che può essere valorizzato attraverso iniziative culturali e territoriali.

La gestione dei pascoli nelle aree protette sarà invece affrontata da Giovanni Cannata, commissario straordinario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il tema riguarda la necessità di conciliare le attività tradizionali di allevamento con la tutela degli ecosistemi, attraverso pratiche capaci di mantenere un equilibrio tra utilizzo delle risorse naturali e conservazione ambientale.

Tecnologie digitali e genomica per gli allevamenti

Accanto alla valorizzazione delle tradizioni, il convegno dedicherà spazio alle nuove tecnologie applicate alla zootecnia estensiva.

Luigi Ledda, dell’Università Politecnica delle Marche e del CONAF, approfondirà il ruolo delle tecnologie intelligenti nei sistemi pastorali mediterranei. Strumenti digitali, sistemi di monitoraggio e raccolta dei dati possono contribuire a migliorare la gestione degli animali e delle superfici destinate al pascolo, offrendo nuove possibilità di organizzazione del lavoro.

Vincenzo Landi, dell’Università di Bari, illustrerà invece il contributo della genomica e delle informazioni digitali all’evoluzione del comparto. L’integrazione tra ricerca scientifica e attività di allevamento rappresenta una delle prospettive per affrontare le sfide produttive e ambientali, pur mantenendo le caratteristiche distintive dei sistemi pastorali tradizionali.

Lana, economia circolare e convivenza con la fauna selvatica

Tra gli argomenti in programma figura anche la valorizzazione della lana ovina grezza, una risorsa che può trovare nuovi impieghi nell’ambito dell’economia circolare. Stefano Farris, dell’Università degli Studi di Milano, approfondirà le possibilità di recupero e utilizzo di questo materiale, con l’obiettivo di favorire filiere più sostenibili. Un altro tema riguarda il rapporto tra allevamento e fauna selvatica, particolarmente rilevante nei territori montani e nelle aree protette.

Andrea Monaco, dell’ISPRA, analizzerà l’evoluzione delle relazioni tra fauna selvatica e attività agrosilvopastorali, un ambito nel quale la conservazione della biodiversità deve confrontarsi con le esigenze economiche e operative degli allevatori.

Giovani pastori, formazione e ricambio generazionale

Il futuro della pastorizia dipende anche dalla capacità del settore di attrarre nuove generazioni.

Le difficoltà economiche, l’impegno richiesto dalle attività quotidiane e la progressiva riduzione delle comunità rurali rendono il ricambio generazionale una delle questioni più importanti per la continuità delle imprese pastorali. A discuterne saranno Angela Saba, presidente della Federazione Nazionale degli Allevamenti Ovicaprini di Confagricoltura, e Laia Batalla, responsabile della Escola de Pastors i Pastores de Catalunya.

L’esperienza catalana offrirà un’occasione di confronto internazionale sulle iniziative formative e sulle possibilità di avvicinare i giovani alle professioni legate all’allevamento estensivo. Il riferimento alla Catalogna si inserisce inoltre nel programma del Festival Cerealia, che quest’anno dedica particolare attenzione ai rapporti culturali e agroalimentari con questo territorio mediterraneo.

L’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori

Il convegno sarà anche un’occasione per approfondire gli obiettivi dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori 2026.

Gregorio Velasco Gil, coordinatore del Pastoralist Knowledge Hub della FAO, illustrerà il significato dell’iniziativa delle Nazioni Unite e il ruolo delle comunità pastorali nella gestione delle risorse naturali. L’attenzione internazionale verso i pascoli nasce dalla consapevolezza che questi ecosistemi svolgono funzioni importanti per la biodiversità, la produzione alimentare e la conservazione del territorio. Il loro futuro dipende però anche dalla capacità di sostenere economicamente le attività pastorali e riconoscere il valore delle conoscenze tradizionali, integrandole con gli strumenti offerti dalla ricerca.

Come partecipare al convegno

L’incontro è curato da INSOR e FIDAF, in collaborazione con Confagricoltura, Agroalimentare in rosa, CONAF, ARGA Lazio e l’associazione culturale M.Th.I. ETS, con la partecipazione della FAO.

I lavori saranno moderati dalla giornalista Tiziana Briguglio, vicepresidente di ARGA Lazio e presidente di Agroalimentare in rosa.

Il convegno si svolgerà in modalità ibrida, con possibilità di partecipare in presenza oppure da remoto. La partecipazione è gratuita, previa prenotazione. Per assistere in presenza è possibile scrivere all’indirizzo cerealialudi@cerealialudi.org oppure contattare il numero 350 0119692. Per seguire l’evento online è richiesta la registrazione attraverso la piattaforma GoToWebinar. L’iniziativa è inoltre accreditata ai fini della formazione professionale continua per i dottori agronomi e forestali, secondo il regolamento CONAF, previa registrazione sul portale SIDAF.

L’appuntamento romano propone una riflessione sul futuro della pastorizia mediterranea, mettendo in relazione la conservazione delle tradizioni con le opportunità offerte dalla ricerca scientifica e dalla transizione digitale.

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