lunedì, Marzo 9, 2026
AmbienteUnione europea

MedReAct: “Stop sovrapesca nel Mediterraneo”

Il Consiglio Agricoltura e Pesca dell’UE (Agrifish), riunito a Bruxelles l’11 e 12 dicembre 2025, affronta uno dei temi più delicati per il futuro del Mediterraneo: il ripristino degli stock ittici e la definizione delle opportunità di pesca per il 2026. Nonostante i progressi degli ultimi anni, il mare continua a mostrare segnali di forte vulnerabilità. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo, il tasso di sovrasfruttamento è sceso dall’87% del 2013 al 52% del 2024, ma restano situazioni critiche per ben 11 stock, in particolare scampo e nasello. In diverse aree — tra cui le acque settentrionali della Spagna e quelle intorno alla Sardegna — la biomassa riproduttiva dello scampo ha raggiunto livelli minimi storici, mentre in Francia e Spagna il nasello è ormai considerato al collasso.

Sulla base dei più recenti pareri scientifici, la Commissione europea ha proposto un insieme di interventi correttivi per Italia, Francia e Spagna, mirati a ridurre la sovrapesca e proteggere le aree cruciali per la riproduzione. Le misure includono possibilità di chiudere la pesca ai gamberi oltre i 600 metri di profondità e di vietare la pesca dello scampo in almeno il 10% del Tirreno, del Mar Ligure e delle acque settentrionali spagnole tra i 300 e i 600 metri. A queste restrizioni si affiancherebbe un meccanismo compensativo per ridistribuire giornate di pesca al settore, incentivando tecniche più selettive e riducendo la pressione sulle zone sensibili.

Tra le misure proposte figura anche il divieto dello strascico con reti gemelle nel Mediterraneo occidentale, una tecnica estremamente impattante sugli ecosistemi bentonici, già contestata in passato da diverse marinerie italiane e più di recente anche in Adriatico.

Di fronte a un quadro che evidenzia ancora una forte fragilità degli habitat marini e una crisi per alcune delle specie più importanti dal punto di vista commerciale ed ecologico, MedReAct esprime un chiaro sostegno all’approccio della Commissione. L’organizzazione richiama i governi di Italia, Spagna e Francia a non rallentare il percorso di recupero degli stock e a puntare su strumenti di gestione più rigorosi. Come dichiarato nel comunicato:

«Solo attraverso la tutela degli ecosistemi vulnerabili, la lotta alla sovrapesca e la riqualificazione del settore verso tecniche di pesca meno distruttive, si potrà offrire un futuro al nostro mare e alle comunità che dipendono da esso.»

Il dibattito a Bruxelles rappresenta dunque un momento decisivo per definire quanto rapidamente e con quale ambizione l’Europa intenda affrontare la ricostituzione degli stock ittici nel Mediterraneo. Una scelta che non riguarda solo l’ambiente, ma anche la resilienza economica delle comunità costiere e la sostenibilità a lungo termine del settore ittico.

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