giovedì, Settembre 24, 2026

Le “pietruzze”

Ma Lollobrigida deve proprio fare il ministro?

Sulla squadra governativa che fa compagnia al Presidente del Consiglio bisogna stendere un velo pietoso. Ma tra i ministri ce ne sono due in particolare che farebbero bene a starsene a casa: Daniela Santanchè e Francesco Lollobrigida.

Della prima si sta occupando la magistratura e quindi…mi taccio. Di Lollo invece mi chiedo perché faccia il ministro, e per giunta di un dicastero importante che un tempo si chiamava familiarmente di “zappa e vanga”.

Di fesserie il nipote della più nota Bersagliera ne ha dette e fatte tante ed ha attraversato tutte le stagioni dell’anno. Per cui eviteremo di ricordarle, tanto sono rimaste impresse nelle nostre menti.

Ma non sarebbe stato meglio non esporlo e lasciarlo ai suoi “compitini” di capogruppo alla Camera dove le sue performance restavano nel chiuso di un’aula, un tempo “grigia e sorda”?

Una sola cosa Lollo sa fare bene: la spesa. E lo ha dimostrato questa estate nel Salento andando al mercato a procurarsi cartocci di granchi blu. Anche perché…era in vacanza.

Così non è stato nell’ultima disavventura ferroviaria. È vero, il Ministro non ha colpe: aveva un appuntamento per inaugurare un nuovo parco urbano e il Frecciarossa era in forte ritardo per un guasto sulla tratta da Roma a Napoli. Ma da lì a far fermare il treno in una stazione non prevista dal piano di viaggio… Un’iniziativa che ricorda tanto il Marchese del Grillo: Io so’ io e voi non siete…

Da Fratelli d’Italia silenzio assoluto sull’episodio, tanto da essere cassato dal mattinale del Partito. E questo la dice lunga sull’imbarazzo di via della Scrofa. L’unico a parlare il capogruppo alla Camera Tommaso Foti secondo il quale l’assenza del Ministro a Caiano “sarebbe stato un vero e proprio danno all’immagine dello Stato”.

Il problema del partito di Giorgia Meloni è che, quando la Destra era all’opposizione, di cose se ne sono state dette tante che è facile ora rinfacciargliele: una per una.

Era il 14 settembre 2007 e una tempesta mediatica si abbatté sul Mastella, allora Guardasigilli, mentre con l’Airbus presidenziale e poi con un elicottero privato si recava al Gran premio di Monza dove avrebbe dovuto premiare uno dei piloti vincitori.

In breve, i fatti: Mastella era stato invitato sull’aereo presidenziale da Rutelli, vicepresidente del consiglio, e a Milano era salito su un elicottero dell’organizzazione che fungeva da navetta tra l’aeroporto di Milano e Monza.

Ebbene, tra i più critici allora i parlamentari della Destra (c’era ancora AN e Meloni era alla prima legislatura) nonostante si fosse fatta completa chiarezza su come si era svolto il viaggio! Per cui stride, oggi, il silenzio “assordante” di chi ieri protestava.

Un doppiopesismo che… sa tanto di opportunismo!

(PdA – 22 novembre 2023)


Coste italiche “allungate” per favorire i balneari

Da non credere! La Destra ci racconta che da un anno, grazie a questo governo, il Paese non solo gode di ottima salute ma che abbiamo scoperto di avere tremila chilometri di costa in più, passando dagli 8.000 studiati a scuola a ben 11.173.  E non lo sapevamo!

Per chi non ha familiarità con i numeri, è la distanza da Aosta a Siracusa, andata e ritorno. Un favore alla lobby dei proprietari dei Lidi che, di mettere a gara i loro stabilimenti – sui quali molti hanno anche investito – non ne vogliono sapere e che da anni, soprattutto sotto elezioni, vanno avanti di rinvio in rinvio. Se ne parla dal 2006, da quando è stata approvata la direttiva Bolkesten che chiede la messa a gara delle concessioni balneari, ma tutti i governi di tutti i colori, per non inimicarsi una fetta di elettorato, hanno fatto orecchie da mercante.

Intanto i Gestori continuano a guadagnare, a volte in nero, costringendo i dipendenti, sottopagati, a turni massacranti e versando allo Stato un canone annuo molto basso.

È vero: I periodi di vacanza oggi si sono ridotti e i costi ci sono ma – non si sa come – i balneari non ci rimettono mai e riescono a vivere abbastanza bene per tutto l’anno: un ombrellone e due lettini partono dai 30/40 euro al giorno per gli stabilimenti meno pretenziosi. E poi ci sono i guadagni connessi ad una giornata al mare. Evidentemente non ci rimettono e, se non mollano, un motivo non solo affettivo ci sarà pure…

I nodi però sono giunti al pettine e l’Europa dopo quasi 20 anni ha messo il governo con le spalle al muro ordinando che le concessioni balneari – che spesso vengono tramandate di padre in figlio o vendute a fior di milioni – vengano messe a gara.

Come fare allora? Come aggirare (un’arte nella quale siamo maestri) le disposizioni europee e in particolare la direttiva Bolkestein?

E qui sopraggiunge l’ingegno italico.  Palazzo Chigi ha istituito un tavolo tecnico, con la partecipazione di 24 associazioni di categoria, che ha operato un miracolo “allungando” di tremila chilometri le nostre coste, riducendo di conseguenza la percentuale dei metri occupati dalle attuali concessioni, che quindi non verrebbero sacrificate, e creando ulteriori disponibilità per chi volesse partecipare alle gare europee.

La furbata, da “gioco delle tre carte”, sta nell’affermare – nero su bianco – che il totale delle aree disponibili “non deve riguardare unicamente le parti sabbiose, ma includere anche la parte di costa rocciosa, poiché su quest’ultima è possibile installare (sic) strutture tecnico-ricreative”.

Solo che con il “carta vince carta perde” si punta ad imbrogliare il solito gonzo che, speranzoso, scommette su una carta che contiene l’asso mentre, nel frattempo, chi conduce il gioco lo ha spostato con destrezza su un’altra posizione.

Ma siamo sicuri che l’Europa sia come quel gonzo?

(PdA – 22 novembre 2023)

Autore

  • Giornalista parlamentare collabora con importanti media nazionali. In Parlamento per oltre 40 anni ha seguito la storia politica del Paese, dalla prima repubblica ad oggi. Ha ricoperto l'incarico di caposervizio all'agenzia giornalistica Asca per la quale successivamente ha diretto, come redattore capo, il servizio politico-parlamentare.

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