Critiche Coldiretti Lazio sull’accordo per il prezzo del latte
Granieri: “L’Assessore Righini convochi subito un tavolo regionale. Produrre nella nostra regione costa di più rispetto al Nord Italia”
Nel Lazio il prezzo del latte alla stalla non può fermarsi al riferimento base definito per il Nord Italia, ma deve tenere conto del differenziale territoriale di almeno 2 centesimi al litro. Un valore legato ai maggiori costi di produzione sostenuti dagli allevatori laziali, dovuti ai diversi fattori produttivi, alla logistica, alla stagionalità e alle specificità del mercato regionale. L’eccesso di caldo sta aggravando questa situazione, tanto che in questi giorni, la produzione per capo, è scesa anche di tre litri.
“È necessaria una convocazione urgente del tavolo regionale – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – con le principali industrie di settore: Centrale del Latte di Roma e Fattoria Latte Sano, al fine di definire il miglior prezzo possibile per il latte prodotto nella nostra regione, riconoscendo il differenziale Lazio e la dignità del lavoro degli allevatori. Un confronto che dovrà tenere conto del nuovo quadro nazionale e della progressività prevista nei prossimi mesi. Auspichiamo che questa volta Fattoria Latte Sano partecipino al tavolo con proposte realistiche”.
Un ruolo decisivo spetta anche alle cooperative, che in questa fase “Non possono accettare un prezzo ancorato al solo riferimento base – conclude Granieri -. Il comparto sta attraversando un periodo delicato, aggravato dalla siccità, dal rincaro energetico e dall’aumento dei costi di produzione. A fronte di spese maggiori, gli allevatori oggi producono molto meno”.
Coldiretti Lazio ritiene che avere a che fare con le istituzioni rappresenti sempre un’opportunità da cogliere con senso di responsabilità, non solo quando devono elargire sostegni, ma anche quando promuovono percorsi di confronto nell’interesse generale della filiera.
Insomma, Coldiretti Lazio prende atto della firma dell’accordo regionale da parte della Centrale del Latte di Roma ma esprime sconcerto per la latitanza di Fattoria Latte Sano. Ribadisce, inoltre, che il tavolo resta aperto e che permangono forti criticità sulla definizione dei prezzi.
L’accordo promosso dalla Regione Lazio prevede l’incentivo per gli allevatori di 2 centesimi e fissa per i trasformatori aderenti l’impegno a riconoscere agli allevatori un prezzo del latte alla stalla pari a 48 centesimi al litro, oltre ai premi qualità previsti dai singoli contratti e Iva, con validità dal 1° maggio al 30 giugno 2026, seguendo l’indicazione ministeriale.
“Il punto non è solo firmare, ma garantire concreta applicazione agli impegni assunti – dichiara David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio –. Il tavolo non può considerarsi chiuso fino a quando non saranno definite condizioni realmente sostenibili per gli allevatori e fino a quando non verrà riconosciuto il giusto valore del latte prodotto nelle stalle del Lazio.
