giovedì, Luglio 2, 2026
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Gaza, dagli aiuti umanitari speranza e arte

Da Gaza a Piazza San Silvestro a Roma, dopo Marsiglia, Strasburgo, Parigi, Bilbao, Barcellona e Lione. La mostra d’arte itinerante dell’artista Palestinese Ahmed Muhanna, a ingresso gratuito, curata dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) e dall’Unione Europea (UE) giunge nella Capitale. Visitabile fino al prossimo 28 giugno, è l’ultima tappa del percorso Europeo programmata per quest’anno, della mostra intitolata GAZA: STORIE DI SPERANZA E RESILIENZA.

Entrare è immaginare di camminare per le strade devastate di Gaza e guardarsi intorno. Ecco apparire figure di individui mutilati, feriti, affamati. Lo strazio è il pianto delle madri e dei bambini, un pianto disperato di fame, di terrore e quello degli uomini, anch’essi feriti e mutilati. Ma c’è una speranza, sono gli aiuti del WFP che divengono l’ultimo baluardo alla disperazione, una speranza, che nutre il corpo con il contenuto e l’anima con il contenitore.

La particolarità dell’artista, infatti, oltre ad essere rappresentata dalla sua potenza espressiva è anche nelle ‘tele’ di fortuna che utilizza. I cartoni che contengono gli aiuti umanitari proprio del WFP.

Pittore e arteterapeuta originario di Gaza, quando la guerra lo ha privato dei materiali per esprimersi, Ahmed Muhanna inizia ad utilizzare quello che riesce a trovare, inizia a disegnare così con gli scarti di polvere di caffè e con le scatole di cibo del Programma Alimentare Mondiale (PAM) per trasformarle nelle sue tele.

Ahmed è Impegnato anche a supporto dei bambini, le cui sofferenze prova ad alleviare attraverso l’arte.

La mostra presenta oltre 60 opere tra dipinti e disegni originali, intensi e crudi, veri. Ogni dipinto riporta una descrizione dell’autore ed è presentata in inglese, francese, italiano, spagnolo e arabo.

“Più di due anni di conflitto e devastazione hanno causato sofferenze inimmaginabili a Gaza. Oggi oltre mezzo milione di persone affrontano carestia, miseria e morte. L’intera popolazione di Gaza —oltre 2 milioni di persone— ha urgente bisogno di assistenza umanitaria”, si legge nella pagina ufficiale del WFP, che prosegue “dietro i titoli dei giornali ci sono vite segnate da perdita, resilienza e speranza, storie che spesso restano inascoltate”.

Il progetto di esporre l’arte di Ahmed parte proprio da qui, con l’intento manifesto di riuscire ad avvicinare queste storie al pubblico europeo cercando di mostrare il lato umano di questa crisi umanitaria di dimensioni sempre più vaste, attraverso lo sguardo di chi la vive ogni giorno sulla propria pelle.

Una mostra da vedere, perché le parole faticano a descrivere tutte le emozioni e sensazioni intense che scaturiscono da queste ‘tele’ e da ciò che testimoniano. Come anche vale la visione del breve docu-film intervista all’artista, trasmesso in loop in una saletta ricavata a latere della sala espositiva. 

Accesso gratuito dalle 10,00 alle 19,00 fino al 28 giugno, in Piazza San Silvestro.

Autore

  • Sociologa per formazione, giornalista pubblicista dal 2005. Attivista Slow food dal 2007, partecipa alla redazione della Guida Osterie d’Italia in due edizioni, diviene anche formatrice Master of Food, approfondendo numerose materie come la birra, il formaggio e l’extravergine, con una vera passione per il caffè. Consegue nel A/A 2016/2017 presso Università Tor Vergata il Master 1°liv. in “Cultura dell’alimentazione e tradizioni enogastronomiche” col massimo dei voti. Nel giugno 2021 si specializza con il corso di formazione professionale in “Ethical Agricultural Management” presso CESAB, con pubblicazione del lavoro finale. A Ottobre 2021 ottiene la prima Certificazione SCA (Specialty Coffee Association) in tema di sostenibilità - Foundation Sustainability.

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