giovedì, Maggio 21, 2026
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Sezze in festa, tra tradizione e sguardo al futuro

La 55ª edizione della Sagra del Carciofo di Sezze ha confermato, ancora una volta, la forza attrattiva di un appuntamento che unisce identità territoriale, cultura gastronomica e riflessione sul presente dell’agricoltura. Le strade del centro storico, gremite fin dalle prime ore del mattino, hanno restituito l’immagine di una comunità viva, capace di valorizzare le proprie radici trasformandole in occasione di incontro e sviluppo.

Accanto alla dimensione più popolare della sagra, tra stand, degustazioni e ristoranti sold out, la Sagra ha offerto anche un momento di approfondimento significativo con il convegno ospitato all’Auditorium San Michele Arcangelo dal titolo: “Produttività, Tecnologie Avanzate, ottimizzazione delle risorse irrigue e Valori Identitari per il futuro dell’agricoltura setina”.  Al centro del dibattito, il rapporto tra produttività, innovazione e identità agricola, con uno sguardo rivolto in particolare alla filiera del carciofo, simbolo del territorio setino e protagonista della giornata.

All’incontro sono intervenuti il sindaco di Sezze Lidano Lucidi, l’assessore allo sviluppo locale Lola Fernandez, la presidente di Unindustria Latina Tiziana Vona, il presidente di Coldiretti Latina Daniele Pili, il presidente FIDAF Andrea Sonnino, la ricercatrice del Crea Silvia Baralla, la responsabile regionale Donne Impresa Coldiretti Caterina Ricci, lo storico dell’alimentazione Giuseppe Nocca e la presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Latina Tiziana Zottola, con le conclusioni affidate a Vittorio Sambucci, presidente della Commissione Sviluppo economico della Regione Lazio. A coordinare i lavori, la vicedirettrice di Mediaquattro, Tiziana Briguglio.

Dal confronto è emersa con chiarezza la complessità del momento storico che attraversa il comparto agricolo. I produttori si confrontano con prezzi sempre più bassi e con una sostenibilità economica spesso fragile, che rende necessario un rafforzamento delle politiche di sostegno. In questo contesto, l’innovazione non viene letta come alternativa alla tradizione, ma come strumento per renderla più solida: tecnologie avanzate, ottimizzazione delle risorse idriche e nuovi modelli produttivi possono contribuire a costruire un’agricoltura più resiliente.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della sostenibilità, con riflessioni che hanno toccato il riutilizzo degli scarti e le potenzialità di un’industria del compost legata proprio alla lavorazione del carciofo.

Un’idea che apre a una filiera circolare, capace di trasformare ciò che oggi è residuo in risorsa, riducendo l’impatto ambientale e creando nuove opportunità economiche. Non meno centrale il richiamo all’identità delle produzioni locali.

Come ricordato durante l’incontro, le radici dell’agroalimentare nella provincia di Latina affondano in una storia lunga e consolidata.

Lo storico dell’alimentazione Giuseppe Nocca ha richiamato, attraverso i resoconti del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste nel periodo post-unitario, come Sezze fosse già allora un punto di riferimento per l’orticoltura e, in particolare, per la coltivazione del carciofo. Un’eredità che oggi continua a definire il profilo economico e culturale del territorio. In questo quadro, anche il concetto di rinaturalizzazione è stato oggetto di riflessione, chiarendo una distinzione fondamentale: recuperare e rispettare l’ambiente non significa abbandonare la produzione agricola, ma ripensarla in chiave sostenibile, mantenendo un equilibrio tra tutela del paesaggio e attività economiche.

La giornata si è poi conclusa con altri momenti simbolici della manifestazione, tra cui la terza edizione del “Premio Vittorio Del Duca” dedicato alle migliori creazioni a base di carciofo, che ha celebrato la creatività e la qualità delle produzioni locali. Ad aggiudicarsi gli ambiti riconoscimenti le aziende agricole: Angelo Luccone, Botticelli e Fratelli Campagna, arrivate rispettivamente al primo, secondo e terzo posto.

La Sagra del Carciofo di Sezze si conferma così non solo come evento capace di richiamare migliaia di visitatori, ma come spazio in cui tradizione e innovazione dialogano concretamente. Un equilibrio necessario per immaginare il futuro dell’agricoltura setina e, più in generale, di un settore che resta centrale per l’identità e lo sviluppo del territorio.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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