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Rosso Visciola, a Sezze il gusto diventa territorio

Non una sagra, ma una vetrina. È questa l’idea che accompagna la crescita di “Rosso Visciola – Il Cibo nella Terra del Mito”, la manifestazione che sabato 13 giugno ha animato il centro storico di Sezze tra degustazioni, artigianato, musica, cultura e momenti di confronto dedicati al futuro del territorio.

Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa ha riunito produttori, associazioni, imprese, istituzioni e cittadini attorno a uno dei simboli più rappresentativi della tradizione setina: la visciola. Un frutto che continua a vivere nella memoria collettiva del territorio e che oggi viene indicato come possibile leva per costruire nuove opportunità di sviluppo.

Un momento del talk su Terra del Mito e via Appia

A ribadirlo è stata Lola Fernandez, assessore alle Attività Produttive del Comune di Sezze, secondo cui Rosso Visciola rappresenta soltanto la parte visibile di un lavoro molto più ampio portato avanti attraverso il Comitato Locale per l’Occupazione, il Centro Orientamento Lavoro, il potenziamento del Centro per l’Impiego e il progetto Setia Factory. L’obiettivo è mettere in rete produttori, commercianti, operatori turistici, associazioni e istituzioni per costruire un ecosistema capace di generare occupazione e nuove prospettive per i giovani.

«La visciola deve diventare un brand territoriale», ha spiegato l’assessore Fernandez, sottolineando come il progetto punti a mettere in connessione agricoltura, turismo, ristorazione, cultura e innovazione per trasformare le eccellenze locali in leve di sviluppo.

La manifestazione è stata anche occasione di confronto sul ruolo delle produzioni tipiche nella promozione del territorio. Durante il talk dedicato alla Terra del Mito e alla Via Appia si è parlato di turismo, cultura, agricoltura e sviluppo sostenibile, con la partecipazione di Lidano Lucidi, sindaco di Sezze, Fabrizio Di Sauro, direttore della Fondazione Compagnia dei Lepini, Salvatore La Penna e Vittorio Sambucci, consiglieri regionali del Lazio, e Pasquale Casalini, presidente della Commissione Consiliare Attività Produttive del Comune di Sezze.

Per il sindaco di Sezze Lidano Lucidi la manifestazione rappresenta un percorso di crescita che ogni anno coinvolge un territorio sempre più ampio. La visciola, ha spiegato, diventa il punto di partenza per promuovere non soltanto Sezze ma l’intero comprensorio lepino, anche attraverso il collegamento con il patrimonio storico e culturale della Via Appia.

Secondo Fabrizio Di Sauro, direttore della Fondazione Compagnia dei Lepini, il valore della visciola va oltre il semplice prodotto agricolo. Attorno a questo frutto possono svilupparsi percorsi di marketing territoriale, iniziative culturali e progetti turistici capaci di valorizzare le tradizioni della civiltà contadina e rafforzare l’identità locale. Un patrimonio che, se adeguatamente promosso, può trasformarsi in un elemento distintivo dell’offerta turistica del territorio.

Il consigliere regionale Salvatore La Penna ha invece evidenziato il ruolo che Regione Lazio e Arsial possono svolgere nel sostenere le produzioni tipiche attraverso strumenti di promozione, commercializzazione ed export, favorendo nuove opportunità per le imprese agricole e per i giovani che scelgono di investire nelle aree interne.

I partecipanti al talk su Terra del Mito e via Appia

Il consigliere regionale Vittorio Sambucci ha sottolineato come la filiera della visciola riesca a creare valore sia per chi coltiva sia per chi trasforma la materia prima, generando ricadute positive sull’economia locale.

Se la politica immagina strategie e prospettive, sono i produttori a dare forma concreta al futuro della visciola. Tra le realtà presenti alla manifestazione c’era Bontà Natura, azienda impegnata nel recupero e nella valorizzazione della visciola autoctona setina. Attraverso la coltivazione della varietà tradizionale e la produzione di confetture e trasformati, l’azienda porta avanti un percorso che unisce tutela della biodiversità, tradizione agricola e valorizzazione delle produzioni locali, contribuendo a preservare un patrimonio che rischiava di andare perduto.

Protagonista della serata anche Francesco Ricci, campione del mondo in carica del panettone nella categoria innovativa, che ha fatto della ricerca sulle materie prime del territorio il tratto distintivo del proprio lavoro. Nel suo laboratorio artigianale sceglie di lavorare con produzioni limitate e ingredienti selezionati direttamente dai produttori locali, trasformando frutta e prodotti stagionali in canditi, confetture e preparazioni per i grandi lievitati. Per Rosso Visciola ha presentato due creazioni dedicate al frutto simbolo della manifestazione: un tronchetto ai frutti rossi e ciliegia accompagnato da confettura artigianale di visciola e un secondo dolce con impasto interamente alla visciola, arricchito da creme, ganache e lavorazioni che ne esaltano il gusto intenso e caratteristico.

La tradizione dolciaria setina era rappresentata anche dal Forno di Nonna Assunta, attività nata da una passione familiare e trasformata in professione da diciotto anni. Il laboratorio continua a produrre dolci tipici del territorio utilizzando farine italiane non raffinate e ricette tramandate nel tempo, mantenendo vivo un patrimonio gastronomico che rappresenta ancora oggi uno degli elementi identitari della comunità locale.

A raccontare il legame storico tra la visciola e la gastronomia setina è stata Antonella Masocco, vicepresidente di Confcommercio Lazio Sud, che ha ripercorso le origini di alcuni dei dolci più rappresentativi della tradizione locale. Dalle celebri crostatine di visciola ai biscotti della colazione, fino alla pasta di mandorla nata dal recupero degli ingredienti utilizzati nelle preparazioni tradizionali, ogni ricetta racconta una storia fatta di creatività, memoria e legame con il territorio. Secondo la vicepresidente di Confcommercio Lazio Sud, valorizzare la visciola significa anche recuperare e tramandare un patrimonio culturale che appartiene all’identità di Sezze e che continua a vivere attraverso il lavoro quotidiano di artigiani, produttori e famiglie.

Con oltre ventisei organizzazioni coinvolte tra associazioni, aziende, proloco e istituzioni, Rosso Visciola conferma così la sua vocazione originaria: utilizzare il cibo come strumento per raccontare il territorio e costruire nuove opportunità. Dietro ogni degustazione, ogni prodotto e ogni incontro c’è infatti una rete che lavora durante tutto l’anno per valorizzare le eccellenze locali.

Una sfida che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici e che prova a trasformare una tradizione in una concreta occasione di crescita per l’intera Terra del Mito.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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