Fragola della Basilicata: arriva l’IGP europea
Riconoscimento storico per la filiera lucana, grazie al lavoro congiunto di Cnr, Regione e produttori
Con la pubblicazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2025/2239 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, la “Fragola della Basilicata” entra ufficialmente nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette. Si tratta del primo riconoscimento IGP concesso in Italia alla fragola (Fragaria x ananassa), ottenuto per un territorio che da decenni rappresenta uno dei poli più vocati alla coltivazione del frutto: la Basilicata e, in particolare, l’area del Metapontino.
Il disciplinare, elaborato grazie al contributo del Consiglio nazionale delle ricerche, rappresenta un modello in un settore che, negli anni, ha visto respingere numerose richieste di tutela. Il Comitato promotore, formato dalle Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli lucane, ha coinvolto l’Azienda agricola sperimentale ALSIA di Pantanello e la Direzione Generale Agricoltura della Regione Basilicata per la stesura del fascicolo tecnico, affidandone la parte storico-culturale e scientifica all’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr.
Il gruppo di ricerca del Cnr Ispc di Potenza ha ricostruito la presenza storica della fragola in Basilicata a partire dal V secolo a.C., analizzando fonti botaniche, archeologiche, linguistiche e agronomiche. Le evidenze raccolte hanno documentato un uso consapevole del frutto sin dall’antichità, passando attraverso la farmacopea, le coltivazioni promiscue e le prime sperimentazioni moderne tra fine Ottocento e metà Novecento. Il lavoro ha portato a una nota di encomio ufficiale da parte della Regione Basilicata nel 2024.
La notizia è stata accolta con grande soddisfazione dal mondo istituzionale. «È un traguardo storico per l’agricoltura lucana, che premia anni di lavoro e di collaborazione tra tutti gli attori della filiera», ha affermato l’assessore regionale Carmine Cicala. Il riconoscimento, ha aggiunto, «rafforza l’identità produttiva della Basilicata e conferma la regione come terra di eccellenze capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali». Cicala ha ricordato la forte sinergia tra Regione, Masaf, Comitato promotore e il ministro Francesco Lollobrigida, che ha sostenuto il percorso di valorizzazione delle produzioni territoriali.
Il settore fragolicolo lucano rappresenta oggi una delle principali colonne dell’agricoltura regionale, con circa 1.200 ettari coltivati, 150 milioni di euro di valore produttivo, oltre 500mila quintali di fragole lavorate e più di diecimila addetti. Numeri che raccontano una filiera dinamica, sostenibile e strategica per l’economia locale. L’assessore ha sottolineato come l’IGP non rappresenti un punto d’arrivo, ma «un impegno per il futuro», in vista di una promozione sempre più forte del prodotto e di tutte le produzioni ortofrutticole regionali.
Il riconoscimento premia un frutto che ha conquistato un’identità sensoriale precisa: rosso brillante, compatto, croccante, con un equilibrio naturale tra zuccheri e acidità che la rende particolarmente apprezzata. Le sue caratteristiche, insieme alla riconoscibilità varietale e alla qualità costante, hanno spinto il Comitato promotore a intraprendere il percorso di tutela.
La storia produttiva del Metapontino conferma le ragioni del successo. Già negli anni Cinquanta i terreni sabbiosi e drenanti della costa ionica erano considerati ideali per la fragola, al punto che negli anni Settanta la zona era soprannominata “California del Sud”.
Con l’ingresso della Fragola della Basilicata nel registro IGP, l’Italia raggiunge quota 896 denominazioni tutelate, consolidando il proprio primato europeo. Il comparto nazionale delle indicazioni geografiche vale oltre 20 miliardi di euro alla produzione e supera gli 11 miliardi di export. «Ogni nuovo riconoscimento – ha ricordato il ministro Lollobrigida – rafforza il valore del lavoro dei produttori e il legame tra territorio e filiera».
Nei prossimi giorni è prevista una conferenza stampa ufficiale, alla presenza del Masaf e del Comitato promotore, per celebrare un risultato che segna una nuova fase per l’“oro rosso” della Basilicata e per il suo ruolo nel panorama agroalimentare italiano.
