sabato, Febbraio 14, 2026
Ambiente

COP30: emergenza climatica e agrifood, finanziamenti insufficienti

Alla COP30, la 30ª Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, emergono dati drammatici e indicazioni concrete sull’urgenza di finanziare e attuare azioni climatiche nei Paesi in via di sviluppo.

Un rapporto congiunto FAO-UNDP, Agrifood Systems in National Adaptation Plans: An analysis, mostra che i sistemi agroalimentari sono priorità universali nei Piani Nazionali di Adattamento (NAPs), ma la maggior parte dei Paesi fatica a tradurre le strategie in azioni concrete. Solo il 16% delle misure di adattamento affronta direttamente i rischi climatici e appena il 14% tutela le popolazioni vulnerabili come donne, giovani, piccoli agricoltori e comunità indigene. Inoltre, solo un terzo dei Paesi utilizza valutazioni di rischio e vulnerabilità e meno della metà applica metodologie robuste di prioritizzazione. Quasi la metà dei Paesi segnala limiti tecnici, scarsa capacità di coordinamento, insufficienza di finanziamenti e difficoltà a coinvolgere il settore privato.

Il divario finanziario è enorme: i sistemi agroalimentari richiedono il 54% dei fondi per l’adattamento, ma ricevono solo il 20% di questi finanziamenti, pari all’1% della finanza climatica totale. Le banche multilaterali di sviluppo hanno mobilitato 137 miliardi di dollari nel 2024 (+10% rispetto al 2023), di cui 85 miliardi destinati a Paesi a basso e medio reddito (+14%) e 134 miliardi provenienti da investimenti privati (+33%).

La crisi climatica è già una realtà drammatica. Il Climate Risk Index, presentato da Germanwatch alla COP30, registra oltre 9.700 eventi meteorologici estremi tra il 1995 e il 2024, con più di 830.000 vittime e 4.500 miliardi di dollari di danni diretti. Secondo Greenpeace Italia, i Paesi più vulnerabili subiscono le conseguenze peggiori nonostante basse emissioni storiche, mentre anche nazioni ricche come Francia, Italia e Stati Uniti sono tra le 30 più colpite. L’organizzazione chiede misure concrete, tra cui una tassa sugli extra-profitti delle compagnie fossili, per finanziare la transizione energetica e l’adattamento climatico.

Tra le iniziative finanziarie e tecnologiche più rilevanti presentate a Belém, la Banca Europea per gli Investimenti (EIB) ha annunciato nuovi progetti per sostenere la transizione verde globale, comprese energie pulite, rafforzamento delle reti elettriche in Brasile e sostegno a progetti guidati da donne in Amazzonia. La seconda fase della Climate Bank Roadmap 2026-2030 prevede di raddoppiare i finanziamenti per l’adattamento climatico a 30 miliardi di euro, semplificare l’accesso ai fondi verdi e promuovere innovazioni cleantech in Europa e nei Paesi partner.

In parallelo, il Regno Unito ha confermato un nuovo finanziamento di 16,9 milioni di sterline per il programma AIM4Forests della FAO, che mira a rafforzare il monitoraggio forestale, la trasparenza dei dati e le capacità locali. AIM4Forests è attivo in 19 Paesi, ha formato oltre 3.500 persone (di cui il 40% indigene) e ha sviluppato nove nuovi strumenti tecnologici per supportare governi e comunità nella gestione sostenibile delle foreste. Il programma è stato ampliato con AIM4NatuRe e AIM4Commodities, estendendo il monitoraggio a tutti gli ecosistemi e garantendo filiere più sostenibili, con un contributo aggiuntivo di 1 milione di euro dalla GIZ.

Kaveh Zahedi, direttore dell’Ufficio FAO per Clima, Biodiversità e Ambiente, ha dichiarato: “I Paesi sanno che i sistemi agroalimentari sono la prima linea di difesa contro gli estremi climatici, ma devono ricevere supporto concreto. La base c’è: ora bisogna colmare i divari di finanziamento e capacità per proteggere la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza.”

La COP30 ribadisce così l’urgenza di azioni immediate e coordinate: garantire finanziamenti adeguati, implementare i piani di adattamento, proteggere le comunità più vulnerabili, promuovere innovazioni tecnologiche e gestire in modo sostenibile foreste e filiere agroalimentari per mitigare gli impatti climatici globali.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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