sabato, Febbraio 14, 2026
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Merano WineFestival, un confronto sul futuro del vino

Si è conclusa l’11 novembre la 34ª edizione del Merano WineFestival, che per cinque giorni ha riunito produttori, esperti e appassionati chiamati non solo a celebrare le eccellenze del vino e del cibo, ma soprattutto a interrogarsi sulle sfide che attraversano oggi il settore. In un contesto segnato dal calo globale dei consumi e dall’avanzata del segmento no e low alcol, la manifestazione ha assunto il ruolo di piattaforma di dialogo, invitando a riflettere sul futuro del comparto enogastronomico e sulle nuove dinamiche dei mercati internazionali.

«Il nostro obiettivo, fin dal 1992, non è mai stato rincorrere le tendenze, ma anticipare i cambiamenti», ha ricordato il fondatore, Helmuth Köcher. Dalle prime selezioni gastronomiche negli anni Novanta all’attenzione verso la viticoltura biologica e biodinamica, fino all’apertura al tema dei vini a bassa gradazione, il festival ha spesso intercettato evoluzioni che oggi sono diventate centrali. «Oggi più che mai il settore deve ripensarsi, investendo su identità territoriale, narrazione e consapevolezza».

Tra i temi emersi con maggior forza, quello della valorizzazione delle vigne storiche e del legame tra vino e territorio: l’idea di riconoscere un’indicazione dedicata ai vini ottenuti almeno per il 60% da viti di oltre cinquant’anni ha acceso il dibattito sulla tutela di un patrimonio unico e sulla necessità di trasmettere al consumatore la storia del prodotto.

Il programma ha mantenuto la formula ormai consolidata: TasteTerroir – bio&dynamica ha aperto la manifestazione con le produzioni sostenibili, mentre la GourmetArena ha proposto un percorso tra specialità gastronomiche, distillati e birre artigianali accompagnati da showcooking. Nelle giornate di The Festival, protagoniste sono state le cantine selezionate dalla guida The WineHunter, mentre la chiusura, con Catwalk Champagne&more, ha offerto una passerella dedicata alle migliori bollicine italiane e internazionali.

Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto sui temi di più ampio respiro: il Summit “Respiro e Grido della Terra” ha messo al centro innovazione digitale, sostenibilità, scenari globali e prospettive dell’enoturismo, con interventi di studiosi, produttori e rappresentanti del mercato.

Il Merano WineFestival si è confermato così non solo un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati, ma un luogo in cui pensare al futuro dell’enogastronomia, al valore delle radici e al ruolo dei produttori come veri “Wine & Food Creators”, custodi e interpreti del gusto contemporaneo.

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