Città italiane e clima: presentato il nuovo report “Città Clima”
L’indagine curata da Legambiente analizza 136 comuni sopra i 50mila abitanti: oltre 800 eventi meteo estremi in 11 anni e una diffusione crescente dei piani di adattamento urbano.
È stato presentato “Città Clima – Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane”, il nuovo report dedicato agli impatti dei fenomeni climatici estremi nelle città italiane con oltre 50mila abitanti, realizzato da Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol. Il documento arriva in vista della COP30 in Brasile e del Climate Pride del 15 novembre.
L’analisi prende in considerazione 136 comuni, dove vivono 18,6 milioni di persone. Dal 2015 a settembre 2025 si contano 811 eventi meteo estremi, di cui 97 nel solo 2025: allagamenti dovuti a piogge intense (371), raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60) rappresentano gli episodi più frequenti. Registrati anche 55 danni alle infrastrutture urbane e 33 episodi significativi di grandinate, con impatti su trasporti, servizi e sicurezza.
Il fenomeno riguarda territori molto diversi. Tra i comuni tra 50mila e 150mila abitanti, risultano più colpiti Agrigento, Ancona, Forlì, Como e Fiumicino. Nella fascia 150mila-500mila abitanti, si distinguono Bari, Bologna e Firenze. Tra le città sopra i 500mila abitanti, Roma registra il numero maggiore di eventi (93 in undici anni), seguita da Milano, Genova, Palermo, Napoli e Torino.
Accanto ai dati, il report monitora lo stato della pianificazione urbana rispetto all’adattamento climatico: il 39,7% dei Comuni considerati ha adottato un piano o una strategia dedicata. La diffusione è più ampia tra le città metropolitane, mentre nei centri di dimensione intermedia si registra un avanzamento più lento.
«Il report evidenzia come le città stiano progressivamente incorporando il tema dell’adattamento nella pianificazione urbana. Servono ora strumenti stabili e continui per accompagnare le amministrazioni, favorire la cooperazione tra territori e garantire interventi coordinati e misurabili nel tempo».
Il documento sottolinea l’importanza di rafforzare la governance locale, con percorsi condivisi tra amministrazioni, enti territoriali, università e comunità cittadine. Tra le proposte operative: integrazione tra mitigazione e adattamento, revisione dell’uso del suolo urbano, riqualificazione delle superfici permeabili, diffusione di Sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS) e valorizzazione delle infrastrutture verdi.
«L’obiettivo è rafforzare la capacità delle città di rispondere agli impatti climatici con azioni integrate su mobilità, gestione del suolo, infrastrutture verdi e sistemi di drenaggio urbano. La collaborazione tra enti locali, istituti di ricerca e comunità civiche rappresenta un passaggio essenziale per costruire territori più resilienti».
Il report verrà approfondito anche in occasione delle iniziative legate alla COP30 e durante il Climate Pride del 15 novembre, in un contesto di confronto nazionale sul futuro delle città e sulla necessità di strumenti condivisi per la resilienza urbana.
