Lazio fragile: la tutela del territorio obiettivo primario
Rischio idrogeologico, erosione costiera e consumo di suolo mettono alla prova il Lazio. Nel confronto con l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, il punto su prevenzione, politiche del mare e rigenerazione urbana.

La tutela del territorio riguarda direttamente la qualità della vita delle persone: prevenzione, manutenzione e scelte urbanistiche determinano il livello di sicurezza e sostenibilità delle comunità. A livello regionale si gioca una parte decisiva di questa sfida. Per capire quali strumenti abbia oggi una Regione e quali interventi siano davvero in campo nel Lazio, abbiamo avviato un confronto con Pasquale Ciacciarelli, Assessore con deleghe alle Politiche abitative, alla Protezione civile e alle Politiche del mare.
Il Lazio è un territorio complesso, esposto a rischi ambientali diversificati per caratteristiche geomorfologiche e pressione insediativa. Tra le criticità più rilevanti emergono il rischio sismico e quello idraulico-idrogeologico, fenomeni che negli ultimi anni hanno mostrato una frequenza e un impatto crescenti. «La complessità che contraddistingue il territorio regionale comporta un’esposizione a rischi ambientali di diverso tipo», sottolinea l’assessore, indicando proprio nei rischi sismici e idrogeologici le priorità su cui concentrare l’attenzione.
La gestione del litorale rappresenta un banco di prova cruciale. La Regione ha avviato il Piano triennale per la difesa integrata della costa, con una dotazione di circa 90 milioni di euro, e il Piano dei Porti di Interesse Economico Regionale, che prevede sette nuove portualità individuate attraverso procedure di Valutazione Ambientale Strategica. L’obiettivo dichiarato è coniugare sviluppo economico e compatibilità ambientale in un contesto in cui l’erosione interessa diversi tratti del litorale laziale.
L’erosione costiera è anche il risultato di scelte passate segnate da scarsa pianificazione e da interventi di cementificazione lungo le coste. Oggi, spiega Ciacciarelli, la strategia punta su programmazione strutturata e sostenibilità ambientale, con l’intento di costruire un sistema costiero più resiliente ai cambiamenti climatici e all’innalzamento del livello del mare, fenomeni segnalati come particolarmente critici per le regioni mediterranee.
Sul fronte della Protezione civile, l’attenzione si sta progressivamente spostando dalla gestione delle emergenze alla prevenzione. Tra le iniziative in corso figura l’iter per la Scuola di Alta Formazione di Protezione Civile, pensata per rafforzare le competenze su tutte le tipologie di rischio presenti sul territorio. Parallelamente, la Regione sta programmando risorse per l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione civile, strumenti fondamentali per la gestione coordinata delle emergenze a livello locale.
La cura del territorio passa anche attraverso la collaborazione tra istituzioni e comunità. I Comuni, in quanto enti più vicini ai cittadini, svolgono un ruolo chiave nella programmazione delle azioni di tutela, affiancati dal volontariato locale, componente strutturale del Sistema nazionale di Protezione civile. In questa direzione, l’assessore richiama l’importanza di modelli di amministrazione condivisa e partecipazione attiva, in cui la collaborazione tra cittadini e istituzioni diventa parte integrante delle politiche di prevenzione.
Il consumo di suolo resta un nodo critico anche nel Lazio, in linea con il trend nazionale. La Regione dichiara di puntare sulla rigenerazione urbana e sul recupero del patrimonio esistente. La legge regionale n. 12 del 2025 rafforza gli strumenti già previsti dalla normativa del 2017, ampliando incentivi e ambiti di intervento per ristrutturazioni e demolizioni con ricostruzione. Parallelamente, la riqualificazione del patrimonio esistente è al centro delle politiche abitative, con investimenti destinati al social housing: 54 milioni di euro attraverso un Accordo di Programma con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 123 milioni provenienti dal FESR per nuovi interventi sul territorio.
Guardando ai prossimi anni, la sfida riguarda anche la diffusione di una cultura della prevenzione e della sostenibilità. «I cittadini del Lazio potranno trovare una comunità contraddistinta da una maggiore sensibilità sui temi della sostenibilità e della prevenzione», afferma Ciacciarelli, indicando nella formazione e nell’informazione delle nuove generazioni uno degli strumenti chiave per accompagnare le politiche territoriali.
In un contesto segnato da crisi climatiche sempre più frequenti e da un patrimonio urbano che richiede nuovi modelli di sviluppo, la sicurezza del territorio dipende sempre più da scelte integrate e da una responsabilità condivisa tra istituzioni e cittadini.
