Energia e piccoli Comuni, confronto a Roccagorga
Al convegno nazionale promosso da ANCI Lazio istituzioni ed esperti a confronto su CER, pianificazione energetica e nucleare. Presente il ministro Gilberto Pichetto Fratin
Dalle Comunità Energetiche Rinnovabili al nucleare di nuova generazione, passando per il potenziamento delle reti, la semplificazione burocratica e le esigenze delle imprese. Roccagorga ha ospitato lunedì 15 settembre il primo convegno istituzionale nazionale “Le nuove politiche energetiche per il futuro dei piccoli Comuni”, promosso da ANCI Lazio attraverso il Coordinamento dei Piccoli Comuni.
Al Teatro comunale rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle amministrazioni locali e delle istituzioni si sono confrontati sulle prospettive della transizione energetica e, soprattutto, sul ruolo che i centri di minori dimensioni possono assumere in questo processo. Tre i temi indicati al centro dell’iniziativa: Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), programmazione e pianificazione energetica (PPE) e nucleare.
A coordinare i lavori Lubiana Restaini, coordinatrice dei Piccoli Comuni del Lazio, promotrice dell’iniziativa con l’obiettivo di mettere in dialogo il livello nazionale con le amministrazioni locali. Il punto di partenza è una questione che va oltre la sola produzione di energia: dare ai piccoli centri strumenti e condizioni che permettano loro di essere attrattivi, favorire investimenti e trasformare le fragilità territoriali in opportunità di sviluppo.

Tra gli interventi più attesi quello del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Al centro, la necessità di garantire al Paese energia sufficiente per sostenere una domanda destinata a crescere, mantenendo allo stesso tempo prezzi compatibili per famiglie e imprese e riducendo la dipendenza dall’estero. Un tema che assume un peso ancora maggiore alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali e della necessità di rafforzare la sicurezza energetica nazionale. Il ministro aveva ribadito anche alla vigilia dell’incontro che l’obiettivo è aumentare l’autonomia italiana attraverso un mix composto da più fonti, a partire dalle rinnovabili.
Nel confronto di Roccagorga è entrato così anche il tema del nucleare di nuova generazione, affrontato come una delle possibili componenti del futuro mix energetico italiano. Un’opzione che richiede tempi lunghi e che porta con sé questioni legate alla sicurezza e alla sostenibilità, ma che il Governo considera parte della strategia per ridurre la dipendenza energetica dall’estero insieme all’incremento delle fonti rinnovabili.
Ma la transizione energetica, soprattutto nei piccoli centri, non è soltanto una questione tecnica. Significa fare i conti con amministrazioni che spesso dispongono di organici e risorse limitati e che, allo stesso tempo, sono chiamate ad attuare sui territori una parte importante delle nuove politiche.
In questo quadro si inseriscono le Comunità Energetiche Rinnovabili, che permettono a cittadini, enti locali e imprese di produrre e condividere energia da fonti rinnovabili a livello locale. Uno strumento che può generare benefici ambientali, economici e sociali e che proprio per questo è stato uno dei principali temi del confronto promosso da ANCI Lazio.
Il presidente di ANCI Lazio Daniele Sinibaldi ha richiamato le differenti esigenze dei territori e la necessità di accompagnare i Comuni nella transizione energetica, ricordando anche le esperienze e le specificità di realtà come Ponza e Ventotene. Per i piccoli centri e le aree più complesse, infatti, l’accesso alle opportunità offerte dalle nuove politiche energetiche deve confrontarsi con capacità amministrative e condizioni territoriali molto diverse.
Altro nodo emerso durante il convegno è quello della burocrazia e della semplificazione. Il presidente della Commissione Ambiente del Senato Claudio Fazzone ha posto l’accento sulla necessità di un indirizzo chiaro da parte delle istituzioni e di procedure in grado di accompagnare gli investimenti, in uno scenario nel quale la domanda di energia è destinata ad aumentare ulteriormente.
Produrre più energia, tuttavia, non basta. Il confronto ha interessato anche la capacità di trasportarla e accumularla, con particolare attenzione alle infrastrutture gestite da Terna e alla necessità di adeguare le reti elettriche. L’aumento dei consumi, l’elettrificazione e la crescita di settori ad alta intensità energetica pongono infatti nuove esigenze in termini di stabilità e sicurezza della rete.
Una questione che riguarda direttamente anche il sistema produttivo pontino. Nel corso dell’incontro è stato affrontato il rapporto tra transizione energetica e imprese, evidenziando anche i limiti delle CER rispetto alle necessità delle grandi aziende energivore e le difficoltà che consorzi industriali e imprese possono incontrare nell’attuale quadro normativo. Nel dibattito è entrato anche l’agrivoltaico, soprattutto nei territori nei quali l’installazione degli impianti deve confrontarsi con vincoli ambientali e aree protette.
Il convegno ha visto la partecipazione, tra gli altri, del responsabile Politiche energetiche Luca Squeri, di Germana Di Falco della Presidenza del Consiglio dei ministri e del presidente del TAR Lombardia Antonio Vinciguerra. Presenti anche il presidente nazionale dei Piccoli Comuni Alessandro Santoni, il direttore generale di ANCI Luca Masneri e l’onorevole Angelo Tripodi. I saluti istituzionali hanno coinvolto il prefetto di Latina Vittoria Ciaramella e la sindaca di Roccagorga Carla Amici.
Un confronto nazionale partito quindi da un piccolo Comune dei Monti Lepini per discutere una trasformazione che avrà conseguenze dirette anche sulle realtà locali. Il nodo emerso a Roccagorga è proprio quello del rapporto tra gli obiettivi della politica energetica nazionale e la capacità dei territori di tradurli in interventi concreti: dalle comunità energetiche alle infrastrutture, fino agli strumenti necessari per sostenere amministrazioni e imprese nella transizione.
L’iniziativa nasce infatti dalla volontà di ANCI Lazio di creare un confronto stabile tra istituzioni, amministratori ed esperti e di portare le esigenze dei piccoli Comuni all’interno del dibattito sulle future politiche energetiche del Paese.
