A Roma la prima edizione del Festival delle Destinazioni
Un nuovo spazio di dialogo per il futuro del turismo e delle località minori in Italia. I “nodi” critici su cui lavorare
La prima edizione del Festival delle Destinazioni®, ideato da Paolo Garlando e ospitato il 19 maggio al Nazionale Spazio Eventi di Roma, si è chiusa con un bilancio estremamente positivo. Oltre 300 professionisti del settore e 50 relatori provenienti da istituzioni, DMO, imprese e mondo accademico hanno animato una giornata ricca di contenuti, visioni e confronti operativi.
L’evento ha avuto il merito di riunire attorno allo stesso tavolo competenze e sensibilità diverse, offrendo una fotografia concreta delle sfide che attendono il sistema delle destinazioni italiane. Governance territoriale, sostenibilità, intelligenza artificiale, formazione, mobilità, MICE, wellness e valorizzazione delle destinazioni minori sono stati alcuni dei temi affrontati nei numerosi panel che hanno scandito il programma.
Ciò che è emerso con chiarezza è la necessità, oggi più che mai, di una regia condivisa tra amministrazioni, operatori e istituzioni. Il turismo richiede strategie integrate, capaci di superare frammentazioni e costruire modelli di sviluppo sostenibili, competitivi e orientati alla destagionalizzazione. In questo senso, il Festival ha rappresentato un’occasione preziosa per favorire sinergie tra pubblico e privato, valorizzando il ruolo delle destinazioni come motore di crescita economica e culturale.
Molto apprezzata la qualità dei relatori e il taglio pragmatico degli interventi, arricchiti da casi studio e buone pratiche. La presenza di rappresentanti ministeriali, amministratori regionali, associazioni di categoria ed esperti di destination management ha conferito autorevolezza e concretezza al confronto.

Il ruolo strategico delle destinazioni minori nel turismo del futuro
Tra i temi più rilevanti emersi durante la giornata, spicca quello delle aree interne, sempre più centrali nel ripensare il turismo italiano. Le destinazioni minori rappresentano infatti un patrimonio di autenticità, biodiversità, cultura materiale e immateriale che risponde perfettamente alla domanda crescente di esperienze lente, sostenibili e radicate nei territori.
Tuttavia, come sottolineato anche da recenti analisi di settore, il loro potenziale può esprimersi pienamente solo se sostenuto da due elementi chiave:
- mobilità sostenibile, che consenta di raggiungere borghi e aree interne senza dipendere esclusivamente dall’auto privata;
- governance efficace, capace di coordinare attori locali, servizi, infrastrutture e narrazioni territoriali.
Senza questi due pilastri, le aree interne rischiano di rimanere “belle ma irraggiungibili”. Con essi, invece, possono diventare protagoniste di un nuovo modello di turismo che valorizza la qualità, la lentezza e la relazione con le comunità locali.

Accanto ai punti di forza, il Festival ha evidenziato anche alcuni nodi critici su cui lavorare nelle prossime edizioni. Il ritmo serrato dei panel, se da un lato ha permesso di esplorare un ampio ventaglio di temi, dall’altro ha limitato gli spazi di approfondimento e di dialogo diretto con la platea. Sarebbe importante rendere il format più interattivo, capace di favorire domande, scambi operativi e dibattiti aperti.
Un’altra riflessione riguarda il networking, elemento centrale per un appuntamento che ambisce a generare relazioni e progettualità condivise. Il confronto tra professionisti e istituzioni potrebbe essere ulteriormente valorizzato attraverso momenti dedicati, tavoli operativi e spazi di racconto delle best practice territoriali, evitando di concentrare le occasioni di relazione esclusivamente nel momento conviviale serale.

A parte questi aspetti sicuramente migliorabili, il Festival delle Destinazioni® sembra avere tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama degli eventi B2B del turismo italiano. Ha offerto spunti, idee e proposte sui nuovi modelli di governance e ha creato un format ad alto potenziale per immaginare i futuri scenari di sviluppo turistico territoriale.
