sabato, Ottobre 24, 2026
Agricoltura

Il caffè ha la sua Giornata internazionale: la prima volta dell’ONU

Dietro una tazzina di caffè c’è una filiera che attraversa continenti, coinvolge milioni di agricoltori e rappresenta una fonte di reddito fondamentale per numerose economie. È a questa dimensione economica, sociale e culturale che le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare una nuova ricorrenza internazionale: il 1° ottobre 2026 si celebra per la prima volta la Giornata internazionale del caffè istituita dall’Assemblea generale dell’ONU.

La proclamazione è arrivata il 10 marzo scorso, dopo una proposta adottata dalla Conferenza della FAO nel 2025. La data del 1° ottobre non è però nuova per il settore: già dal 2015 veniva utilizzata dall’International Coffee Organization per una giornata comune dedicata al caffè. Con la risoluzione 80/248, la ricorrenza entra ora ufficialmente nel calendario delle Nazioni Unite.

A inaugurare la prima osservanza sarà la FAO, con una giornata organizzata nella sede di Roma sotto il tema “Celebrating Coffee, Honouring the People Behind Every Cup”, ovvero celebrare il caffè riconoscendo le persone che si trovano dietro ogni tazza.

E i numeri aiutano a comprendere la dimensione del settore. Secondo la FAO, il caffè sostiene il reddito di circa 25 milioni di agricoltori e genera occupazione lungo l’intera filiera. Nel 2024 la produzione mondiale ha superato gli 11 milioni di tonnellate, mentre circa 8 milioni di tonnellate di chicchi sono state commercializzate a livello internazionale. Nello stesso anno il valore del commercio mondiale dei chicchi ha raggiunto circa 34 miliardi di dollari.

Per alcuni Paesi il peso del caffè va ben oltre il consumo quotidiano. Nel 2024 ha rappresentato il 27,9% delle esportazioni complessive di merci dell’Etiopia, il 20,1% di quelle dell’Uganda e il 19,5% di quelle del Burundi. Brasile e Vietnam sono stati invece i principali esportatori mondiali, mentre Unione europea e Stati Uniti si sono confermati tra i maggiori mercati di importazione.

La prima Giornata internazionale arriva però in un momento nel quale la filiera deve confrontarsi con pressioni crescenti. Temperature estreme, variazioni delle precipitazioni, siccità, piogge eccessive, parassiti e malattie possono incidere sulle rese e sulla qualità delle coltivazioni, mentre l’instabilità dei mercati e l’aumento dei costi colpiscono soprattutto i piccoli produttori.

Le oscillazioni climatiche legate anche a fenomeni come El Niño mostrano quanto le condizioni meteorologiche nelle principali aree produttrici possano ripercuotersi rapidamente sull’intera catena del caffè, dalle piantagioni fino ai mercati internazionali.

La FAO individua nell’agroforestazione, nella conservazione del suolo e dell’acqua, nella diversificazione delle colture, nella protezione delle foreste e nello sviluppo di varietà più resilienti alcuni degli strumenti attraverso cui aumentare la capacità di adattamento delle aziende agricole.

La questione non riguarda soltanto quanto caffè viene prodotto, ma anche come il valore generato viene distribuito lungo la filiera. Una parte consistente del prodotto viene infatti esportata dai Paesi produttori nelle prime fasi della lavorazione, mentre attività a maggiore valore aggiunto, come torrefazione e commercializzazione, avvengono spesso altrove. Una dinamica che può lasciare i piccoli produttori maggiormente esposti alle oscillazioni dei prezzi e dei costi.

A Roma la prima celebrazione

La prima Giornata internazionale sarà celebrata il 1° ottobre nella sede della FAO a Roma. Il Direttore Generale Qu Dongyu inaugurerà l’appuntamento ufficiale alle 12.15, seguito dagli interventi di rappresentanti di Brasile, Etiopia, Indonesia e Italia.

Il programma proseguirà con degustazioni di caffè provenienti da diverse parti del mondo e appuntamenti dedicati alle differenti tradizioni di preparazione e consumo. Al FAO MuNe Museum sarà inoltre proposto un percorso tra oggetti tradizionali, pubblicazioni e materiali storici legati alla cultura del caffè.

Uno spazio particolare sarà dedicato anche al ruolo delle donne nella filiera, in collegamento con l’Anno internazionale dell’agricoltrice 2026.

La celebrazione si svolgerà inoltre durante la 28ª sessione del Comitato forestale della FAO, offrendo l’occasione per affrontare anche il rapporto tra coltivazioni di caffè, foreste e sistemi agroforestali.

La prima Giornata internazionale diventa così un’occasione per spostare lo sguardo dalla tazzina all’origine del prodotto: alle persone che lo coltivano, ai territori da cui proviene e alle trasformazioni climatiche ed economiche che stanno cambiando una delle filiere agricole più diffuse al mondo.

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