Una nuova immagine della “Terra piatta”
«Un mondo giusto comincia da una mappa giusta», ha dichiarato il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey
In origine il mondo era piatto, alle sue estremità c’erano mostri terribili e ignoti, che spuntavano dalle acque, gorghi assassini e demoni. Poi le esplorazioni, i viaggi e il nostro Cristoforo Colombo dimostrano che non è così ed il mondo, o meglio, la nostra immagine del mondo cambia profondamente.
È il lontano 1569, quando il cartografo fiammingo Gerardus Mercator mette a punto la sua celebre proiezione del mondo assumendo una immagine che ancora oggi ci portiamo negli occhi, quasi cinque secoli dopo la sua creazione. L’obiettivo del tecnico era soprattutto pratico e operativo. La sua intenzione era di aiutare i navigatori a tracciare le rotte in maniera più semplice e intuitiva. Per fare questo l’espediente applicato dal Mercatore fu di fare in modo che le linee che indicavano una direzione costante potessero essere rappresentate come linee rette.
Graficamente questo non poteva essere fatto se non deformando le reali superfici. Distorsione che, inoltre, aumenta progressivamente allontanandosi dall’Equatore. Il risultato è che le regioni settentrionali di questa raffigurazione del mondo appaiono molto più grandi di quanto siano nella realtà. Groenlandia, Canada e Russia sembrano così molto vasti rispetto all’Africa e al Sud America.
La campagna lanciata sul portale Change.org e firmata da circa 15 mila persone #CorrectTheMap, ci fa capire in parole povere come «In Africa potrebbero entrare gli Stati Uniti, la Cina, l’India, il Giappone, il Messico e gran parte dell’Europa, e resterebbe ancora spazio». Ancora per semplificare impressioni e sensazioni provate da tutti, se guardando una delle tante mappe in circolazione siete stati colpiti da quanto fosse grande la Russia o la Groenlandia, sappiate che almeno in parte questa è un’illusione. Sono certamente vaste, hanno spazi sconfinati, spesso con aree desertiche e pochissima popolazione, ma in un planisfero che mostrasse le dimensioni ‘reali’ la Groenlandia sarebbe quasi 14 volte più piccola del continente africano, mentre oggi ci appaiono quasi uguali ad un primo sguardo.
La ‘colpa’ se così si può dire è il modo in cui abbiamo scelto di rappresentare su una superficie piana il nostro pianeta, che è invece una sfera. È così arrivata la richiesta di rettifica che è stata approvata sui banchi delle Nazioni Unite. L’Unione africana ha appoggiato la campagna nell’agosto 2025 e ha incaricato il Togo di promuoverne l’adozione e di guidare la campagna di richiesta all’ONU. Presentando la risoluzione, come riportato da varie agenzie di stampa, il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey ha affermato: «Una mappa giusta non cambia la geografia del mondo. Cambia il modo in cui vediamo il mondo» ribadendo come le mappe non siano semplici strumenti tecnici, ma contribuiscano a costruire il nostro modo di immaginare il pianeta e divengano così degli strumenti anche di politica attiva.
La risoluzione dell’ONU non è giuridicamente vincolante e non vieta di fatto l’utilizzo della carta di Mercatore, che continua a essere adatta alla navigazione, ma sostiene l’adozione di proiezioni equivalenti, cioè capaci di conservare correttamente i rapporti tra le superfici e indica tra le scelte migliori quella di “Equal Earth”. La risoluzione incoraggia governi, aziende tecnologiche, ma anche e diremmo forse soprattutto scuole e organizzazioni internazionali a utilizzare, quando necessario, Equal Earth e altre proiezioni equal-area, cioè capaci di mantenere corrette le proporzioni delle superfici.
Dopo quasi cinque secoli di predominio della proiezione di Mercatore, l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato sabato 5 settembre la risoluzione promossa dal Togo con 164 voti favorevoli e sei astensioni. L’unico voto contrario all’iniziativa è venuto dagli Stati Uniti che sembra abbiano motivato il loro no facendo riferimento ad un più ampio progetto ideologico non meglio chiarito. In realtà temevano di apparire forse troppo ‘piccoli’ visto che Stati Uniti, Groenlandia e altre terre più vicine ai poli sono in realtà molto ma molto più piccole di come oggi le vediamo riprodotte.

In passato c’era stato Peters
Per i più curiosi e appassionati di storia è interessante ricordare come l’idea di cambiare il modo di rappresentare il mondo non sia nuova. Nei dirompenti anni Settanta del secolo scorso infatti, anche le Nazioni Unite avevano scelto una proiezione diversa da quella del Mercatore, per esattezza quella del cartografo tedesco Arno Peters. Questa mappa fu scelta proprio per la sua dote di mantenere corretto il rapporto tra le superfici, dando visivamente maggiore spazio ai Paesi del Sud del pianeta e non è un caso se fu utilizzata in concomitanza con la stesura e realizzazione del noto rapporto Brandt, che indagava il divario tra Nord e Sud del mondo. Nessuno però dei non ‘addetti ai lavori’ in realtà la utilizzò mai. La scelta politicamente significativa fu infatti molto discussa e contestata dal punto di vista cartografico, poiché la rappresentazione cambiava pesantemente le forme dei continenti e fu quindi presto abbandonata.
Oggi la proposta è a favore di Equal Earth, sviluppata nel 2018, una proiezione equivalente elaborata matematicamente per conservare le proporzioni delle superfici riducendo al tempo stesso la mutazione delle forme. Molto possono le nuove tecnologie ed i nuovi algoritmi in termini di riproduzione della realtà, anche se dobbiamo ricordarci che nessuna proiezione può rappresentare una mappa del tutto vera.
Dopo la prima piccola ‘vittoria’ Il governo del Togo sta preparando per il primo trimestre del 2027 un incontro a Lomé, la propria capitale, insieme all’Unesco, l’Unione africana e alcune società di alta tecnologia, come Google Maps, per discutere e tracciare una nuova rotta e sviluppare strategie per mettere realmente in pratica la risoluzione.
Forse, questa volta…
