domenica, Settembre 13, 2026
AgricolturaAlimentazione

Ortofrutta, la FAO: investire per sistemi alimentari sani

Produrre abbastanza cibo non è più sufficiente: la trasformazione dei sistemi agroalimentari passa anche dalla capacità di garantire a tutti alimenti sani, nutrienti e accessibili. È il messaggio lanciato dal direttore generale della FAO, Qu Dongyu, durante il Congresso internazionale di orticoltura 2026 a Kyoto, in Giappone. Al centro del suo intervento, il ruolo dell’orticoltura nella costruzione di sistemi alimentari più resilienti e sostenibili.

Negli ultimi anni il peso economico del settore è cresciuto rapidamente. Tra il 2010 e il 2024 la produzione di frutta e verdura è aumentata più velocemente di quella dei cereali e oggi rappresenta quasi un quarto del valore della produzione agricola globale, pari a circa 1.400 miliardi di dollari. Anche gli scambi commerciali sono cresciuti: le esportazioni sono aumentate di circa il 2,6% all’anno, raggiungendo nel 2024 175 milioni di tonnellate per un valore di 240 miliardi di dollari.

Una crescita che, tuttavia, non si è ancora tradotta in diete più sane. Secondo Qu Dongyu, sono tre le questioni strettamente collegate sulle quali intervenire: produttività, disponibilità e accessibilità economica. Le rese del settore ortofrutticolo sono aumentate di meno dell’1% all’anno, anche a causa degli investimenti insufficienti in ricerca, genetica e infrastrutture.

Resta poi il problema della disponibilità. Secondo le analisi FAO citate durante il Congresso, nel 2023 soltanto circa la metà dei Paesi produceva abbastanza frutta e verdura per raggiungere l’obiettivo di 400 grammi al giorno indicato da FAO e Organizzazione mondiale della sanità. Il consumo medio globale rimane invece più basso, attestandosi su circa 80 grammi di frutta e 190 grammi di verdura al giorno per persona.

Le prospettive mostrano inoltre forti differenze geografiche. Entro il 2050, secondo le proiezioni riportate dalla FAO, meno di un terzo dei Paesi dell’Africa subsahariana potrebbe disporre di quantità sufficienti di frutta e verdura per rispettare le raccomandazioni congiunte FAO-OMS.

A pesare è anche l’aumento dei prezzi. Tra il 2016 e il 2025, in 89% dei Paesi sono cresciuti i prezzi alla produzione della frutta e nel 93% quelli della verdura, con incrementi mediani annui rispettivamente di circa il 4,2% e il 4,7%. Una dinamica che rende ancora più difficile garantire un’alimentazione equilibrata alle fasce di popolazione più vulnerabili.

A queste criticità si aggiungono la scarsità di acqua e suolo e gli effetti del cambiamento climatico, dalle temperature più elevate agli eventi meteorologici estremi fino alla diffusione di parassiti e malattie. Per la FAO diventa quindi necessario aumentare l’efficienza della produzione, puntando su sementi e materiali vegetali migliori, terreni più sani, irrigazione efficiente, meccanizzazione, tecnologie digitali, servizi di assistenza agli agricoltori e sistemi post-raccolta più efficaci.

L’innovazione sarà una delle leve principali. Intelligenza artificiale, editing genomico e strumenti digitali possono accelerare il miglioramento varietale e contribuire a ridurre le perdite dopo la raccolta. Qu Dongyu ha citato anche il Joint FAO/IAEA Centre of Nuclear Techniques in Food and Agriculture, il cui lavoro sul miglioramento genetico per mutazione ha contribuito allo sviluppo di oltre 3.450 varietà ufficialmente rilasciate in 70 specie vegetali, comprese numerose varietà di frutta e ortaggi.

Le nuove tecnologie, ha sottolineato il direttore generale, dovranno però essere accessibili anche ai piccoli produttori. Le aziende agricole fino a 20 ettari rappresentano infatti oltre la metà della produzione mondiale di frutta e verdura e la quota supera l’80% in Asia e nell’Africa subsahariana.

Innovazione e conoscenze tradizionali non devono inoltre essere considerate alternative. La FAO richiama il valore dei sistemi agricoli sviluppati nel corso delle generazioni e riconosciuti attraverso il programma Globally Important Agricultural Heritage Systems, che comprende esperienze legate alla coltivazione di vite, frutteti, palme da dattero, olivi e altri sistemi tradizionali.

La sfida, quindi, non è semplicemente produrre di più, ma produrre meglio e con meno risorse, riducendo allo stesso tempo sprechi e perdite e rendendo frutta e verdura realmente accessibili. La FAO approfondirà questi temi nel rapporto Unlocking the Full Potential of Fruits and Vegetables Globally, previsto per il 2027, che analizzerà produzione, commercio e consumi e il loro rapporto con diete sane, mezzi di sussistenza, salute, produttività e mercati.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e e successivamente specializzata con una laurea magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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