sabato, Novembre 7, 2026
Ambiente

Impollinatori a rischio, la FAO riunisce esperti a Roma

Api, farfalle, pipistrelli e altri impollinatori sono essenziali per la biodiversità e per il funzionamento dei sistemi alimentari, ma devono affrontare pressioni crescenti legate ai cambiamenti climatici, alla perdita degli habitat e alle pratiche agricole non sostenibili. La loro tutela sarà al centro della Global Pollinator Conference 2026, organizzata dalla FAO il 5 e 6 novembre presso la propria sede di Roma.

L’appuntamento internazionale riunirà rappresentanti dei governi, organizzazioni internazionali, ricercatori, comunità indigene, agricoltori, apicoltori e altri soggetti coinvolti nella conservazione della biodiversità. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento delle iniziative dedicate agli impollinatori e individuare strumenti comuni per affrontare le minacce che interessano queste specie.

Il ruolo degli impollinatori nella sicurezza alimentare

Gli impollinatori svolgono una funzione fondamentale nella riproduzione di numerose piante selvatiche e coltivate. Attraverso il trasferimento del polline tra i fiori, contribuiscono alla formazione di frutti e semi, sostenendo la produttività agricola e la diversità delle specie vegetali. Il loro contributo non riguarda soltanto la quantità di alimenti prodotti, ma anche la varietà delle colture disponibili e, di conseguenza, la qualità e la diversificazione delle diete. La conservazione degli impollinatori rappresenta quindi una questione che collega direttamente la tutela della natura alla sicurezza alimentare.

Secondo la FAO, queste specie sono sottoposte a pressioni crescenti dovute alla perdita degli habitat, ai cambiamenti climatici, all’utilizzo non sostenibile dei pesticidi, alla diffusione di specie invasive e alla presenza di parassiti e malattie.

L’interazione tra questi fattori può compromettere gli equilibri ecologici e ridurre la disponibilità di ambienti favorevoli alla sopravvivenza degli impollinatori.

Uno dei principali temi della conferenza sarà la possibile istituzione di una Global Pollinator Platform, una piattaforma internazionale dedicata al coordinamento delle iniziative per la conservazione e la gestione sostenibile degli impollinatori. La proposta nasce dalla richiesta avanzata durante la 20ª riunione della Commissione FAO sulle risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, che ha invitato a valutare strumenti capaci di rafforzare la cooperazione globale in questo ambito.

La piattaforma potrebbe rappresentare un punto di riferimento per governi, istituzioni scientifiche, organizzazioni internazionali, comunità locali e operatori agricoli. Tra le funzioni ipotizzate figurano la condivisione delle conoscenze, il coordinamento delle attività, lo sviluppo delle competenze e la mobilitazione di risorse economiche per la protezione degli impollinatori.

Il progetto si propone inoltre di favorire una maggiore integrazione tra ricerca scientifica, politiche pubbliche e pratiche agricole sostenibili. La conferenza contribuirà a definire i possibili passi successivi, i cui risultati saranno sottoposti alla valutazione della Commissione FAO nella sua 21ª sessione, prevista nell’aprile 2027.

Agricoltura e biodiversità, una relazione da proteggere

Il rapporto tra agricoltura e impollinatori sarà uno degli aspetti centrali dell’incontro. La produttività di numerose colture dipende, in misura diversa, dall’attività di insetti e altri animali impollinatori. Allo stesso tempo, le modalità di gestione dei terreni agricoli possono influenzare la disponibilità di habitat e risorse alimentari per queste specie.

La riduzione delle aree naturali, la frammentazione del paesaggio e alcune pratiche agricole intensive possono contribuire alla diminuzione degli ambienti adatti alla loro sopravvivenza. Per questo motivo, la tutela degli impollinatori richiede interventi che coinvolgano anche il settore agricolo, attraverso una gestione più sostenibile delle risorse naturali e la conservazione della biodiversità. La sfida consiste nel conciliare le esigenze produttive con il mantenimento dei servizi ecosistemici dai quali dipende una parte importante della produzione alimentare.

La conferenza sarà aperta il 5 novembre, alle ore 9:30, dal direttore generale della FAO, Qu Dongyu. Tra i partecipanti annunciati figurano Nataša Pirc Musar, presidente della Repubblica di Slovenia, Janez Cigler Kralj, ministro dell’Agricoltura sloveno, Astrid Schomaker, segretaria esecutiva della Convenzione sulla diversità biologica, e Luthando Dziba, segretario esecutivo della piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES).

Interverranno inoltre Sašo Vöröš, rappresentante del Ministero dell’Agricoltura sloveno e presidente della conferenza, Peter Kozmus, presidente facente funzioni di Apimondia, e Phrang Roy, fondatore della North East Society for Agroecology Support. Tra gli esperti annunciati anche Simon Potts, professore dell’Università di Reading ed ex copresidente della valutazione IPBES sugli impollinatori, e Bertie Gregory, esploratore del National Geographic e documentarista naturalistico.

Il confronto coinvolgerà dunque istituzioni, mondo scientifico e rappresentanti delle comunità impegnate nella tutela degli ecosistemi.

Dalla conferenza alle politiche internazionali

La Global Pollinator Conference 2026 rappresenta un’occasione per affrontare la conservazione degli impollinatori come una responsabilità condivisa tra Paesi e settori produttivi. La protezione di queste specie richiede infatti interventi coordinati, capaci di integrare la ricerca scientifica, le politiche ambientali e le esigenze delle comunità che dipendono direttamente dalle risorse naturali.

Il possibile sviluppo di una piattaforma internazionale potrebbe contribuire a rendere più strutturata la collaborazione tra gli attori coinvolti, favorendo lo scambio di esperienze e l’individuazione di strumenti comuni. La tutela degli impollinatori non riguarda soltanto la sopravvivenza di singole specie, ma la conservazione degli equilibri ecologici sui quali si fondano la biodiversità e una parte significativa dei sistemi alimentari.

Da Roma, la FAO intende rilanciare il confronto internazionale su questo tema, con l’obiettivo di trasformare le conoscenze scientifiche e gli impegni istituzionali in iniziative coordinate per la protezione degli impollinatori.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e e successivamente specializzata con una laurea magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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