giovedì, Luglio 2, 2026
Attualità

Giorgia Meloni trasforma lo scontro con Trump in una dimostrazione di sovranità

“Io e l’Italia non supplichiamo mai nessuno.” Con queste parole Giorgia Meloni ha probabilmente firmato una delle dichiarazioni politicamente più importanti del suo mandato. Se una vera crisi diplomatica non è ancora all’orizzonte, tra Roma e Washington il clima si è comunque fatto incandescente. E sotto le ceneri di questa polemica,  riaffiora una realtà che molti avevano dimenticato: nella visione politica di Donald Trump non esiste spazio per amicizie durature o alleanze privilegiate. Esistono soltanto i rapporti di forza. Tutto il resto, per usare una sua espressione, è “peanuts”.

Riavvolgiamo il nastro. Alla vigilia dello scorso fine settimana Donald Trump interviene telefonicamente in diretta durante L’Aria che tira, una delle trasmissioni politiche più seguite della televisione italiana. Come d’abitudine, il presidente americano non usa mezzi termini quando decide di attaccare qualcuno. Lo si è visto di recente con Leone XIV e, prima ancora, con diversi leader europei e britannici.

Secondo Trump, durante il G7 di Evian Giorgia Meloni lo avrebbe pregato di farsi fotografare insieme a lui. “Mi ha implorato. Io non volevo, ma mi ha fatto pena”, sostiene.

Per Giorgia Meloni, impegnata a Bruxelles in occasione di un Consiglio europeo, il colpo è durissimo. Tacere o rispondere? Un dilemma quasi shakespeariano. La presidente del Consiglio sceglie la seconda opzione. In un breve video pubblicato sui social replica con fermezza: “Sono soltanto invenzioni. Sono esterrefatta. Sia chiaro: né io né l’Italia supplichiamo mai nessuno.”

Lungi dal placare le polemiche, sabato Donald Trump rincara la dose. Interpellato nuovamente sulla vicenda, conferma la propria versione con un’ironia appena velata. Aggiunge inoltre che Giorgia Meloni sarebbe in caduta libera nei sondaggi e avrebbe bisogno del suo sostegno. Da qui, secondo lui, la richiesta insistente della fotografia.

Ancora una volta, Giorgia  Meloni sceglie di rispondere attraverso i social network, arrivando perfino a suggerire al presidente americano di preoccuparsi piuttosto del proprio calo di popolarità presso l’opinione pubblica statunitense.

Messa da Donald Trump davanti a una scelta particolarmente delicata, la leader dell’estrema destra  italiana ha preferito replicare ancora, assumendosi il rischio di incrinare definitivamente il rapporto con quello che per lungo tempo è stato il suo principale alleato internazionale.

Per mesi, infatti, Giorgia Meloni è stata presentata, soprattutto agli occhi degli europei, come l’interlocutrice privilegiata di Donald Trump nel continente. Invitata alla sua cerimonia d’insediamento e descritta regolarmente come la leader europea più capace di dialogare con lui, aveva trasformato questa vicinanza in uno dei pilastri della propria credibilità internazionale. Per una parte della destra italiana, quella relazione privilegiata avrebbe dovuto consentire a Roma di recuperare il peso perduto sulla scena mondiale.

Ma che cosa è realmente accaduto tra i due leader durante il G7?

Secondo la stampa italiana, Donald Trump sarebbe rimasto profondamente irritato dalla diffusione, non autorizzata dagli americani, di alcuni video girati durante il vertice nei quali si vede Giorgia Meloni puntargli il dito contro nel corso di un confronto dall’apparenza piuttosto tesa. Quelle immagini, rilanciate e commentate migliaia di volte sui social, avrebbero spinto il presidente americano a contrattaccare per spirito di rivalsa.

Al di là di questo episodio, bisogna ricordare che nel corso degli ultimi mesi le divergenze tra i due leader si sono progressivamente accumulate. Ci sono state le tensioni sul Medio Oriente e le discussioni relative all’utilizzo delle basi militari italiane. Tra il 27 e il 28 marzo, infatti, l’Italia ha respinto una richiesta delle forze armate americane affinché alcuni velivoli potessero fare scalo nella base aeronavale di Sigonella, in Sicilia, prima di proseguire verso il Medio Oriente. A tutto ciò si aggiungono divergenze strategiche su numerosi dossier internazionali che hanno progressivamente incrinato un rapporto che fino a poco tempo fa sembrava particolarmente solido.

E adesso?

Paradossalmente questa crisi potrebbe persino rafforzare Giorgia Meloni. Rispondendo colpo su colpo a Donald Trump, la presidente del Consiglio ha trasformato un attacco personale in una dimostrazione di patriottismo, suggerendo agli italiani che, attraverso di lei, è stata insultata l’intera nazione.

Resta però un elemento fondamentale. Tornando all’attacco anche sabato, Donald Trump ha conferito a questa vicenda una dimensione politica che inizialmente forse non aveva. Non si tratta più soltanto di uno scontro verbale tra due personalità forti, ma della dimostrazione che una convergenza ideologica tra l’Italia di Giorgia Meloni e l’America di Donald Trump, tanto in politica quanto negli affari, non basta più a garantire un rapporto privilegiato

Autore

  • Di origine francese (o per meglio dire nata e cresciuta a Parigi), ormai da alcuni anni è residente in Italia dove alterna la professione di insegnante della sua madrelingua con la passione per la scrittura, il giornalismo e la politica internazionale.  Grazie a questa collaborazione mediaquattro.it allarga i suoi interessi - appunto - ai temi di attualità politica e sociale, e non solo a quelli italiani

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