mercoledì, Ottobre 28, 2026
Economia marina

Blue Economy, il Lazio guarda ai mercati del Mediterraneo

Rafforzare il ruolo del Lazio nei traffici commerciali del Mediterraneo, sviluppare nuove collaborazioni con i Paesi del Nord Africa e investire in infrastrutture e competenze. Sono questi i principali temi emersi dal confronto dedicato ai rapporti tra i porti del Lazio e il Mediterraneo, ospitato nell’ambito del Blue Planet Economy Expoforum, organizzato da Fiera Roma dal 21 al 24 ottobre 2026, in contemporanea con Fiumicino in Blu.

La manifestazione, sostenuta dalla Regione Lazio, da Lazio Innova e dalla Camera di Commercio di Roma attraverso l’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio, ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale, operatori logistici e istituzioni per discutere delle prospettive dell’economia blu e delle opportunità offerte dai mercati internazionali.

Al centro del dibattito, la necessità di superare la frammentazione delle infrastrutture e costruire un sistema logistico capace di collegare in maniera più efficiente porti, interporti, rete ferroviaria e aeroporto di Fiumicino.

Il Lazio come piattaforma logistica del Mediterraneo

La posizione geografica del Lazio rappresenta un vantaggio potenziale per lo sviluppo dei collegamenti commerciali tra Italia, Europa e Nord Africa. Tuttavia, la vicinanza ai principali mercati mediterranei non è sufficiente, da sola, a garantire competitività.

È quanto emerso dal panel organizzato dal Consorzio Nautico del Lazio e moderato da Donato Caiulo, presidente del Propeller International Club Roma.

Per rafforzare la presenza delle imprese sui mercati internazionali, secondo i partecipanti, è necessario investire nell’integrazione delle infrastrutture, nella semplificazione delle procedure amministrative e nella collaborazione tra operatori economici.

In questo quadro, un ruolo centrale è attribuito al porto e all’interporto di Civitavecchia, che potrebbero beneficiare di collegamenti ferroviari più efficienti e di una maggiore integrazione con l’aeroporto di Fiumicino.

Sergio Serpente, membro del consiglio di amministrazione e dirigente di CFFT Spa, società che gestisce l’Interporto di Civitavecchia, ha richiamato le opportunità legate alla movimentazione delle autovetture e al traffico merci.

La competitività, ha evidenziato, dipende dalla capacità di ridurre tempi e costi attraverso tecnologie, organizzazione e collegamenti efficienti tra le diverse infrastrutture.

Libia, nuove prospettive commerciali per le imprese italiane

Uno dei temi principali del confronto ha riguardato le opportunità economiche offerte dalla Libia, considerata un mercato di interesse per le imprese italiane attive nella logistica, nelle infrastrutture e nei servizi.

Nicola Colicchi, presidente della Camera di Commercio paritetica Italo-Libica, ha illustrato le prospettive di cooperazione con il Paese nordafricano, soffermandosi in particolare sul ruolo di Misurata.

La città libica dispone di un porto, infrastrutture produttive e una zona franca industriale e logistica che potrebbero favorirne lo sviluppo come piattaforma commerciale verso altri mercati africani.

Per le aziende italiane, le opportunità riguardano la possibilità di contribuire allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi, valorizzando competenze tecnologiche e capacità produttive.

La sfida principale, secondo quanto emerso durante l’incontro, consiste nel superare la frammentazione delle iniziative imprenditoriali e favorire una presenza coordinata delle aziende italiane, in grado di competere con i grandi operatori internazionali.

Nel corso del confronto è stata inoltre annunciata una missione imprenditoriale in Libia, finalizzata ad approfondire le possibilità di collaborazione economica.

Infrastrutture e burocrazia, gli ostacoli alla competitività

Accanto alle opportunità commerciali, il dibattito ha evidenziato alcune criticità che continuano a limitare il potenziale logistico del territorio.

Marco Tarica, vicepresidente e responsabile dell’Area estera di Confapi Roma, ha sottolineato l’importanza delle Zone logistiche semplificate e delle zone franche doganali, strumenti che possono contribuire ad attrarre investimenti, sostenere gli insediamenti produttivi e agevolare l’approvvigionamento di materie prime e componenti.

La loro efficacia dipende però dalla disponibilità di infrastrutture adeguate e dalla capacità di collegare in modo efficiente aree industriali, magazzini, porti e reti di trasporto.

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla complessità burocratica, che può rallentare la realizzazione dei progetti e ridurre la capacità delle imprese di cogliere nuove opportunità.

Il rafforzamento della logistica regionale richiede quindi un approccio coordinato, nel quale gli investimenti infrastrutturali siano accompagnati da procedure amministrative più efficienti e da una maggiore collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Tunisia e imprenditoria femminile: la cooperazione tra le due sponde

Il confronto ha coinvolto anche la Tunisia, con particolare attenzione alle partnership economiche e al ruolo delle donne nello sviluppo delle attività imprenditoriali.

Nejia Ben Hellal, presidente della League of Women Entrepreneurs – UNFT, ha evidenziato l’importanza delle infrastrutture portuali per favorire l’accesso ai mercati internazionali e rafforzare le relazioni commerciali tra imprese italiane e tunisine.

Tra le priorità individuate figurano la creazione di nuove collaborazioni, il sostegno all’imprenditoria femminile e l’aggiornamento delle competenze professionali.

La cooperazione mediterranea assume così una dimensione che va oltre il semplice scambio di merci, coinvolgendo anche la formazione, l’occupazione e la partecipazione delle donne ai processi di sviluppo economico.

Formazione e nuove professioni nell’economia blu

Una parte significativa del Blue Planet Economy Expoforum è stata dedicata ai giovani e alle opportunità professionali legate al settore marittimo.

Il Propeller International Club Roma ha manifestato l’intenzione di promuovere un’iniziativa di approfondimento presso l’Istituto nautico di Roma e, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Libica, favorire esperienze formative in Libia per alcuni diplomandi.

Il programma della manifestazione ha previsto inoltre Career Talks, incontri di orientamento e una Career Station con CV Corner, realizzata in collaborazione con ForMare.

Tra le iniziative dedicate all’occupazione figurano anche gli incontri Blue Economy Careers, organizzati dalla Fondazione ITSSIXELLENCE in collaborazione con MAR ETS.

Gli studenti hanno partecipato inoltre a un hackathon di progettazione collaborativa dedicato al Museo della Blue Economy del 2050.

Divisi in gruppi e affiancati da tutor, i partecipanti hanno immaginato oggetti e soluzioni innovative per affrontare le sfide future dell’economia blu, mettendo in relazione creatività, competenze tecniche e progettazione.

Premiati i Comuni marittimi del Lazio

Nel corso della manifestazione è stato dato spazio anche alle iniziative promosse dalle amministrazioni locali.

Nell’ambito di Laboratori Blu Lazio, Fondazione ITSSIXELLENCE, MAR ETS e ALIS hanno premiato i Comuni marittimi della regione per l’impegno nella valorizzazione delle risorse costiere e nello sviluppo dell’economia blu.

Alla premiazione hanno partecipato Roberta Angelilli, assessora allo Sviluppo economico della Regione Lazio, e Grazia Maria Iadarola, responsabile del Dipartimento Blue Economy della Regione Lazio.

L’iniziativa ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei territori costieri nello sviluppo di attività economiche legate al mare, dalla logistica al turismo, fino alla formazione e all’innovazione.

Un Mediterraneo di opportunità tra imprese e territori

Dal confronto ospitato a Fiera Roma emerge la necessità di considerare l’economia blu come un sistema nel quale infrastrutture, imprese, istituzioni e formazione operano in maniera coordinata.

Per il Lazio, rafforzare i collegamenti con Libia e Tunisia significa ampliare le prospettive commerciali, ma anche migliorare la capacità del territorio di attrarre investimenti e sviluppare nuove competenze professionali.

Le opportunità individuate durante il Blue Planet Economy Expoforum dovranno ora confrontarsi con la capacità di tradurre le proposte in iniziative concrete, a partire dal potenziamento dei collegamenti logistici e dalla costruzione di partnership internazionali.

Una prospettiva nella quale il Mediterraneo non rappresenta soltanto uno spazio di transito delle merci, ma anche un’area di cooperazione economica e culturale, capace di generare nuove occasioni di sviluppo per le imprese e per le comunità costiere.

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