giovedì, Ottobre 29, 2026
Unione europea

PAC 2028-2034, primo accordo tra i ministri UE

Un primo accordo sul futuro dell’agricoltura europea è arrivato da Lussemburgo, dove il 26 ottobre 2026 i ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea hanno raggiunto un’intesa negoziale parziale sulla Politica agricola comune (PAC) per il periodo successivo al 2027.

La decisione, adottata nell’ambito del Consiglio “Agricoltura e pesca”, rappresenta un passaggio importante nel percorso verso la definizione delle regole che accompagneranno il settore agricolo europeo dal 2028 al 2034.

Al centro dell’accordo figurano la semplificazione degli strumenti di sostegno, una maggiore flessibilità per gli Stati membri e l’obiettivo di rendere le imprese agricole più competitive e resilienti di fronte alle trasformazioni economiche e ambientali.

L’intesa, tuttavia, non conclude il processo legislativo: restano ancora da definire le questioni finanziarie e alcuni aspetti generali collegati al prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea.

Una PAC più semplice e flessibile

La nuova impostazione della Politica agricola comune punta a rendere gli interventi europei maggiormente adattabili alle esigenze delle imprese e alle caratteristiche dei singoli territori.

Secondo il Consiglio, il futuro quadro normativo dovrà garantire agli agricoltori gli strumenti necessari per sostenere la produzione alimentare, migliorare la competitività del settore e affrontare le crisi che possono compromettere la stabilità delle aziende. Uno degli obiettivi è ridurre la complessità amministrativa, rendendo gli aiuti più mirati ed efficaci.

La maggiore flessibilità riconosciuta agli Stati membri dovrebbe inoltre consentire di intervenire in maniera più specifica sulle esigenze dei rispettivi sistemi agricoli. Per l’Italia, caratterizzata da una grande varietà di produzioni, dalle colture cerealicole agli allevamenti, fino alle filiere olivicole, vitivinicole e ortofrutticole, questa impostazione potrebbe offrire margini di adattamento alle diverse realtà territoriali.

L’effetto concreto sulle imprese dipenderà però dalle norme definitive e dalle scelte nazionali di attuazione.

Tra le priorità richiamate dal Consiglio figura il sostegno alle nuove generazioni. Il ricambio generazionale rappresenta infatti una delle principali sfide per l’agricoltura europea, in un contesto nel quale l’accesso alla terra, i costi degli investimenti e l’incertezza dei redditi possono ostacolare l’ingresso dei giovani nel settore.

La futura PAC dovrà contribuire a creare condizioni più favorevoli per chi intende avviare o proseguire un’attività agricola, senza trascurare la sostenibilità economica delle aziende già esistenti. L’obiettivo è preservare la vitalità delle aree rurali, sostenere l’occupazione e garantire continuità alle produzioni agricole.

Nonostante l’accordo raggiunto, la questione delle risorse economiche resta ancora aperta.

La posizione approvata dal Consiglio è infatti definita “parziale” perché non comprende gli aspetti finanziari e orizzontali, attualmente oggetto dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028–2034. La disponibilità dei fondi sarà determinante per stabilire l’effettiva portata degli interventi destinati agli agricoltori. Il confronto coinvolge anche il futuro assetto della programmazione europea e le garanzie sulla destinazione delle risorse al settore primario.

Per le organizzazioni agricole, la prevedibilità degli aiuti rappresenta un elemento essenziale per programmare gli investimenti, affrontare l’aumento dei costi e mantenere la competitività delle produzioni.

La futura PAC dovrà continuare a sostenere la produzione di alimenti sicuri e accessibili, contribuendo contemporaneamente alla protezione dell’ambiente. Il Consiglio ha ribadito la necessità di mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica delle imprese e obiettivi climatici e ambientali.

L’agricoltura europea si trova infatti ad affrontare sfide sempre più complesse, dall’instabilità dei mercati agli eventi meteorologici estremi, fino alla gestione delle risorse naturali. La capacità di affrontare rischi e crisi costituisce uno degli elementi centrali della proposta.

La posizione italiana e le prossime tappe

All’incontro ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha accolto l’intesa sottolineando l’importanza di riportare la PAC al centro dell’agenda europea e di rafforzare l’autonomia degli Stati membri.

L’Italia ha inoltre presentato una richiesta per estendere il sostegno temporaneo eccezionale del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, con l’obiettivo di contribuire a fronteggiare l’aumento dei costi agricoli. Anche questa proposta resta distinta dall’accordo raggiunto sulla PAC e dovrà essere esaminata nell’ambito dei successivi lavori europei.

Il percorso verso la nuova Politica agricola comune proseguirà dunque nei prossimi mesi, parallelamente ai negoziati sul bilancio dell’Unione.

Per gli agricoltori europei, il risultato di Lussemburgo rappresenta un primo passo verso le regole del prossimo ciclo di programmazione. La definizione dei finanziamenti e degli strumenti concreti di sostegno sarà però decisiva per comprenderne le conseguenze sulle imprese.

Autore

  • Carlotta Maurizi

    Laureata in Lingue e e successivamente specializzata con una laurea magistrale in Strategie Culturali per la Cooperazione e lo Sviluppo, ha maturato vasta esperienza nella comunicazione sociale, nella gestione di siti web e canali social per enti pubblici e associazioni. Appassionata di cultura, volontariato e progetti di impatto sul territorio, specialmente nella zona del basso Lazio dove è nata e risiede.

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