Un terzo degli italiani ordina il cibo sul web
di Gianluca De Angelis
Ordinare il cibo per telefono o dal pc tramite una piattaforma web, è questo adesso il nuovo trend nello stile alimentare quotidiano degli italiani, il 37% dei quali nel 2018 ha scelto il food delivery, imprimendo un interessante cambiamento nelle abitudini gastronomiche del nostro Paese.
E’ quanto emerge dal primo studio Coldiretti/Censis sul food delivery presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio. Si tratta della prima analisi di questo dinamico settore della ristorazione, che ha ormai allargato i suoi confini dalla comunissima pizza e dai cibi etnici anche a veri e propri cibi gourmet: infatti sono sempre più numerosi i ristoranti di qualità entrati nel giro di piattaforme web come Just Eat, Foodora, Bacchette Forchette, Deliveroo, Uber Eats.
Tra le motivazioni che spingono ad ordinare il cibo a domicilio – secondo quanto rileva lo studio – c’è il fatto di essere stanchi e non avere voglia di cucinare (57,3%), ma c’è anche un 34,1% che dichiara di farvi ricorso in caso di cene con amici e parenti per stupire con piatti di qualità. La possibilità di farsi arrivare le pietanze pronte a casa infatti sembra facilitare l’organizzazione di momenti di convivialità, soprattutto quando non c’è il tempo, o la capacità, di impegnarsi in cucina. C’è chi punta sul cibo per allietare le serate in casa (32,6%), chi non ha tempo di prepararsi da solo i pasti (26,5%) e chi non vuole rinunciare alla buona cucina ma non ha voglia di uscire (24,7%), oltre alle persone desiderose di provare piatti nuovi e originali (18%) o quelli che non sanno cucinare (6,9%).
Tra i vantaggi vi sono sicuramente i tempi di consegna, che sono prefissati e non superano i 60 minuti; inoltre è possibile accordarsi su una fascia oraria, mentre il pagamento è prevalentemente online, piuttosto che in contanti. I riders sono gli operatori incontrastati di questo tipo di consegna, che viene ovviamente eseguita in bicicletta o in motorino per poter ovviare agli ingorghi del traffico cittadino o alle zone a traffico limitato che caratterizzano le zone centrali delle grandi città.
Ma molti italiani, oltre a ritenere che debbano essere rispettati i diritti del lavoro dei riders, richiamano anche l’urgenza di una maggiore sicurezza dei prodotti durante il trasporto, con standard igienici adeguati, o di garantire la qualità dei prodotti e degli ingredienti, oppure di migliorare l’utilizzo di fornitori locali e di prodotti tipici.