giovedì, Maggio 21, 2026

Oceano, vita e mezzo di vita

Il nostro pianeta si chiama Terra, ma la sua superficie è acqua. Se fossimo su una astronave e guardassimo da un oblò vedremmo un globo quasi perfetto dal colore blu con chiazze verdi intarsiate di marrone. Se fossimo dalla parte opposta al Sole vedremmo anche tante luci più o meno concentrate; le megalopoli, le metropoli, le città e poi altri bagliori più diffusi sul territorio, come fossero insegne della vistosa presenza dell’umanità.

La parte esterna del nostro pianeta è ricoperta per oltre il 70% da mari e oceani, una sorta di tessuto connettivo liquido che collega i continenti tra loro. Immagine che già da sola ci mostra quanto l’acqua sia indispensabile per la vita terrestre. Oceani e mari sono un patrimonio fondamentale per l’esistenza dell’uomo sulla Terra. Ospitano una quantità enorme di forme di vita, influiscono sul clima, hanno fonti di cibo dirette e fondamentali per oltre 3 miliardi di persone, producono ricchezza economica e benessere, ci forniscono il 50% dell’ossigeno che respiriamo.

Per richiamare l’attenzione dei governi e dell’opinione pubblica sull’importanza del loro stato di salute nel 1992 fu istituita la Giornata Mondiale degli Oceani. A proporre il World Oceans Day fu il governo canadese al Summit della Terra che si tenne quell’anno a Rio de Janeiro. Nel 2008 la ricorrenza è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite e si celebra l’8 giugno in tutto il mondo. Ogni anno con un tema diverso, quello del 2022 è: “Oceano, vita e mezzo di vita”.

Per parlare dell’indispensabilità di questo mondo azzurro per la vita su tutto il pianeta e di quanto noi umani abbiamo fatto negli ultimi decenni per distruggerlo, abbiamo intervistato il biologo marino Adriano Madonna, docente dell’Università Federico II di Napoli, e Rosalba Giugni presidente di Marevivo, onlus che dal 1984 si occupa di ambiente marino. Con lei abbiamo anche parlato della importanza che potrebbe avere in Italia la cosiddetta “legge Salvamare” recentemente approvata, che regola la raccolta dei rifiuti in mare e promuove campagne di sensibilizzazione.

Oceani malati, è possibile salvarli?

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Rispettiamo “Madre Mare” se vogliamo la vita sul pianeta Terra

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