Agricoltura, alla Fazi innovazione e oltre 1 miliardo di aiuti
Alla 98ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, Lollobrigida presenta le risorse del piano Coltivaitalia. Droni, intelligenza artificiale e robotica tra le soluzioni per ridurre i costi e sostenere le imprese.
Oltre un miliardo di euro di investimenti per l’agricoltura italiana, nuove tecnologie per ridurre i costi di produzione e soluzioni innovative per rendere più efficienti gli allevamenti. Sono questi i principali temi emersi dalla 98ª Fazi – Fiera Agricola Zootecnica Italiana, ospitata al Centro Fiera di Montichiari, in provincia di Brescia, dal 23 al 25 ottobre 2026.
La manifestazione ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprenditori agricoli, allevatori, ricercatori e aziende tecnologiche, offrendo un’occasione di confronto sulle sfide che interessano il settore primario, dall’aumento dei costi energetici alla competitività delle produzioni italiane, fino alla transizione digitale e ambientale.
Tra gli appuntamenti della rassegna, la visita del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha illustrato le risorse previste dal provvedimento Coltivaitalia, sottolineando la necessità di sostenere gli investimenti e favorire il ricambio generazionale.
Coltivaitalia, oltre un miliardo di euro per il settore agricolo
Nel corso della visita alla Fazi, Lollobrigida ha annunciato che l’iter del provvedimento Coltivaitalia dovrebbe concludersi il prossimo 4 novembre, mettendo a disposizione oltre un miliardo di euro per il comparto agricolo nazionale.
Di queste risorse, 300 milioni di euro saranno destinati alla zootecnia, uno dei settori centrali dell’economia agroalimentare italiana.
L’obiettivo dichiarato dal Ministero è rafforzare la capacità produttiva delle imprese e sostenere le nuove generazioni, favorendo l’ingresso dei giovani nel mondo agricolo e negli allevamenti.
Il ministro ha inoltre richiamato gli interventi previsti per affrontare le difficoltà economiche delle aziende, tra cui 70 milioni di euro per il gasolio agricolo e la pesca e ulteriori misure legate al credito d’imposta.
Le risorse annunciate si inseriscono in un contesto nel quale le imprese agricole devono confrontarsi con l’aumento dei costi di gestione, l’incertezza dei mercati e la necessità di investire in tecnologie capaci di migliorare la produttività.
Intelligenza artificiale e droni per ridurre i costi
Accanto agli interventi economici, uno dei temi principali della manifestazione è stato il ruolo dell’innovazione tecnologica.
L’agricoltura è chiamata a rispondere a esigenze sempre più complesse: produrre riducendo l’impatto ambientale, contenere il consumo di acqua ed energia e affrontare la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata.
Secondo Gianantonio Rosa, presidente del Centro Fiera di Montichiari, gli imprenditori agricoli stanno cercando soluzioni che permettano di contenere le spese e migliorare le prestazioni aziendali, in uno scenario segnato anche dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Tra le tecnologie presentate figurano i sistemi di agricoltura di precisione, che utilizzano dati satellitari, sensori e strumenti digitali per monitorare le coltivazioni e ottimizzare l’impiego dei macchinari.
Le soluzioni proposte da John Deere, ad esempio, comprendono sistemi di guida assistita e applicazioni digitali che permettono di intervenire in maniera più mirata sulle attività agricole.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’intelligenza artificiale applicata alle mietitrebbie, attraverso telecamere e sistemi di analisi capaci di monitorare le caratteristiche del raccolto e regolare automaticamente alcuni parametri di funzionamento.
Secondo le indicazioni presentate in fiera, queste tecnologie possono contribuire a ridurre i consumi di carburante fino al 20% e ad aumentare la produttività fino al 20%, a seconda delle condizioni operative.
Un ruolo crescente è svolto inoltre dai droni, utilizzati per il monitoraggio delle coltivazioni e per specifiche attività agricole, nei limiti consentiti dalla normativa.
Questi strumenti possono risultare particolarmente utili nelle aree difficilmente accessibili ai mezzi tradizionali e nelle situazioni in cui è necessario effettuare interventi di precisione, riducendo il passaggio dei macchinari sui terreni.
Robotica negli allevamenti: dalla mungitura alla gestione del bestiame
Le innovazioni presentate alla Fazi riguardano anche il comparto zootecnico, dove automazione e digitalizzazione stanno modificando progressivamente l’organizzazione del lavoro.
Negli allevamenti da latte, i sistemi robotizzati vengono già impiegati per la mungitura, l’alimentazione degli animali e la pulizia delle strutture, contribuendo a rendere più efficienti le attività quotidiane.
L’introduzione di queste tecnologie risponde anche alle difficoltà nel reperire personale disponibile per alcune mansioni, soprattutto nelle aziende che richiedono una presenza costante durante la giornata.
L’automazione può contribuire a ridurre il carico di lavoro manuale, migliorare la gestione degli animali e ottimizzare l’impiego delle risorse.
Tuttavia, l’adozione dei sistemi robotizzati comporta investimenti significativi e richiede un’attenta valutazione dei benefici economici, soprattutto per le aziende di piccole e medie dimensioni.
La tecnologia, come sottolineato anche durante gli incontri promossi da Coldiretti, deve quindi rappresentare uno strumento di supporto alle decisioni degli agricoltori e degli allevatori, senza sostituirne le competenze.
Zootecnia italiana, una filiera da 55 miliardi di euro
Il ruolo strategico degli allevamenti è stato uno degli argomenti centrali della visita del ministro Lollobrigida.
Secondo i dati richiamati durante la manifestazione, il settore zootecnico italiano genera un valore economico di circa 55 miliardi di euro, coinvolgendo una filiera che comprende allevamenti, trasformazione alimentare e produzioni certificate.
Montichiari, situata in una delle principali aree lattiero-casearie del Paese, rappresenta un punto di riferimento per un comparto che contribuisce in maniera significativa all’economia agricola nazionale.
Tra le sfide più importanti figurano la volatilità dei prezzi, l’aumento dei costi produttivi e la concorrenza internazionale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle produzioni lattiero-casearie a denominazione di origine protetta, come Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che rappresentano una componente rilevante dell’export agroalimentare italiano.
Le produzioni DOP, grazie al legame con i territori e ai disciplinari di produzione, costituiscono anche uno strumento di valorizzazione del latte nazionale e delle filiere locali.
Grana Padano e Parmigiano Reggiano, le prospettive del mercato
Durante la manifestazione è stato affrontato anche il tema dell’andamento del mercato lattiero-caseario e delle prospettive di crescita delle produzioni certificate.
Stefano Berni, direttore del Consorzio di tutela del Grana Padano, ha evidenziato la possibilità che nel 2027 si registri un aumento dei conferimenti di latte destinati alla trasformazione nei caseifici aderenti al Consorzio, con una crescita stimata superiore al 3%.
Una prospettiva che richiede però un’attenta programmazione, per evitare squilibri tra produzione e domanda.
Secondo Gabriele Canali, direttore del Crefis e docente di Economia agraria all’Università Cattolica del Sacro Cuore, la strategia del settore dovrà puntare non soltanto sull’aumento della produzione, ma anche sul rafforzamento delle esportazioni.
L’obiettivo è ampliare la presenza dei formaggi italiani sui mercati internazionali, garantendo allo stesso tempo condizioni economiche sostenibili per gli allevatori e per le imprese della trasformazione.
Un percorso nel quale innovazione, qualità e capacità di programmazione assumono un ruolo centrale per la competitività dell’intera filiera.
Sostenibilità e competitività, le sfide dell’agricoltura italiana
La 98ª Fazi ha evidenziato come il futuro del settore agricolo e zootecnico dipenda dalla capacità di affrontare contemporaneamente sfide economiche, tecnologiche e ambientali.
L’aumento dei costi di produzione, la disponibilità di manodopera e gli effetti dei cambiamenti climatici rendono sempre più importante l’adozione di strumenti capaci di migliorare l’efficienza delle imprese.
Dall’agricoltura di precisione alla robotica, le tecnologie possono contribuire a contenere i consumi energetici, ridurre gli sprechi e ottimizzare l’utilizzo delle risorse naturali.
Allo stesso tempo, gli investimenti pubblici annunciati attraverso Coltivaitalia puntano a sostenere la competitività delle aziende e a favorire il ricambio generazionale.
La manifestazione di Montichiari mette così in relazione due aspetti fondamentali per il futuro dell’agricoltura italiana: la disponibilità di risorse economiche e la capacità delle imprese di innovare.
Una trasformazione che richiederà investimenti, competenze e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, mondo produttivo e ricerca, con l’obiettivo di garantire continuità alle attività agricole e rafforzare il ruolo delle filiere agroalimentari nazionali.
