Energia, a Corsico il calore industriale riscalda la città
Un impianto progettato da Renovis recupera il calore disperso da due forni industriali e lo immette nella rete di teleriscaldamento, contribuendo a ridurre consumi di gas ed emissioni di CO₂.
Trasformare il calore disperso dalle attività industriali in una risorsa energetica per la città. È quanto avviene a Corsico, alle porte di Milano, dove un impianto progettato da Renovis consente di recuperare l’energia termica prodotta da due forni fusori e di utilizzarla per alimentare la rete di teleriscaldamento cittadina. Un intervento che dimostra come la transizione energetica possa passare anche dal recupero di risorse già disponibili, ma spesso inutilizzate.
Il progetto permette di recuperare circa 3,4 megawatt di potenza termica, trasformando il calore contenuto nei fumi industriali in acqua surriscaldata a 110 gradi, successivamente immessa nella rete urbana. Secondo i dati comunicati dall’azienda, il sistema contribuisce a ridurre il fabbisogno di gas naturale del teleriscaldamento di oltre due milioni di metri cubi all’anno.
Dal calore di scarto a una nuova risorsa energetica
Il funzionamento dell’impianto si basa su un principio semplice: recuperare l’energia che normalmente verrebbe dispersa durante i processi produttivi e riutilizzarla per soddisfare altri fabbisogni.
Nel caso dello stabilimento di Corsico, il sistema intercetta i fumi provenienti dai due forni fusori dopo il passaggio attraverso il filtro elettrostatico. L’energia termica viene quindi trasferita alla rete di teleriscaldamento, senza interferire con la continuità delle attività industriali.
L’intervento, progettato da Renovis, società del Gruppo SBS specializzata in soluzioni per l’efficienza energetica, consente di ottenere benefici sia per lo stabilimento sia per la rete cittadina.
L’azienda industriale registra infatti un risparmio annuo di circa 320 mila metri cubi standard di gas, accompagnato da una riduzione stimata di 595 tonnellate di anidride carbonica. Parallelamente, la rete di teleriscaldamento può utilizzare il calore recuperato per diminuire il ricorso al combustibile tradizionale. Il progetto genera inoltre 264 tonnellate equivalenti di petrolio riconosciute attraverso il meccanismo dei Certificati Bianchi, uno strumento che incentiva gli interventi di efficienza energetica.
La simbiosi energetica tra industria e territorio
L’esperienza di Corsico rappresenta un esempio di quella che viene definita simbiosi energetica, un modello nel quale l’energia residua di un’attività produttiva viene valorizzata per soddisfare le necessità di altri soggetti. In questo caso, lo stabilimento industriale non si limita a ridurre i propri consumi, ma diventa anche una fonte di energia termica per il territorio circostante.
Un approccio che si inserisce nei principi dell’economia circolare, secondo cui materiali, risorse ed energia dovrebbero essere utilizzati nel modo più efficiente possibile, limitando sprechi e dispersioni.
Il recupero del calore industriale assume particolare importanza nelle aree urbane caratterizzate dalla presenza di stabilimenti energivori e reti di teleriscaldamento, dove la vicinanza tra produzione e consumo può favorire l’integrazione dei sistemi energetici.
In Europa un enorme potenziale energetico ancora inutilizzato
Il caso lombardo si inserisce in un contesto più ampio. Secondo le stime richiamate da Renovis, il potenziale europeo di recupero del calore di scarto industriale potrebbe raggiungere i 300 terawattora all’anno. Considerando anche altre fonti di calore residuo presenti negli ambienti urbani, il valore complessivo potrebbe avvicinarsi ai 340 terawattora.
Si tratta di una quantità significativa di energia che, nella maggior parte dei casi, viene ancora dispersa nell’ambiente senza essere valorizzata. Anche in Italia il recupero del calore rappresenta un’opportunità importante. Secondo i dati di Terna citati nel progetto, nel 2024 gli impianti di cogenerazione hanno disperso quasi 7,5 terawattora di energia termica.

Numeri che evidenziano come il miglioramento dell’efficienza energetica non dipenda esclusivamente dalla realizzazione di nuovi impianti di produzione, ma anche dalla capacità di utilizzare meglio l’energia già generata.
Ridurre i consumi per accelerare la transizione energetica
In un Paese fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, ridurre gli sprechi può contribuire a contenere i costi per le imprese e a diminuire l’utilizzo di combustibili fossili. La questione riguarda soprattutto i settori industriali caratterizzati da processi produttivi ad alte temperature, come quelli che utilizzano forni, essiccatori e impianti termici.
In questi contesti, una parte dell’energia impiegata viene inevitabilmente dispersa sotto forma di calore. Attraverso tecnologie di recupero e sistemi di scambio termico, tuttavia, è possibile intercettarne una quota e destinarla ad altri utilizzi.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia sottolinea l’importanza dell’efficienza energetica dei processi industriali, considerando il recupero del calore uno degli strumenti utili per ridurre consumi ed emissioni. Interventi di questo tipo possono quindi affiancare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei processi produttivi, contribuendo a una strategia di decarbonizzazione più articolata.
Un modello replicabile per le città e le industrie
L’esperienza di Corsico mostra come la collaborazione tra settore industriale e infrastrutture energetiche urbane possa generare benefici ambientali ed economici.
Il recupero del calore disperso consente infatti di ridurre il consumo di combustibili, valorizzare risorse energetiche altrimenti inutilizzate e migliorare l’efficienza complessiva dei sistemi produttivi. La possibilità di replicare questo modello dipende da diversi fattori, tra cui la disponibilità di calore recuperabile, la vicinanza alle reti di distribuzione e la compatibilità tra le caratteristiche dell’energia prodotta e le necessità degli utilizzatori.
Il progetto realizzato in Lombardia rappresenta comunque un esempio concreto di come innovazione tecnologica ed economia circolare possano contribuire alla trasformazione del sistema energetico.
Una prospettiva nella quale la sostenibilità non significa soltanto produrre energia da nuove fonti, ma anche evitare che quella già disponibile venga sprecata.
