Biometano e agricoltura, il progetto di Retina
Al Villaggio Coldiretti Latina l’amministratore delegato e direttore generale di Retina Holding, Franco Torra, racconta il ruolo del biometano nella transizione energetica e nella sostenibilità del comparto agricolo.
Tra le realtà presenti al Villaggio Coldiretti Latina anche Retina Holding, società attiva nella realizzazione di impianti per la produzione di biometano agricolo e nella valorizzazione sostenibile delle biomasse provenienti dal comparto zootecnico. A raccontare il progetto è stato Franco Torra, che ha spiegato come l’idea sia nata a partire dall’evoluzione del settore del biogas e dalle nuove opportunità aperte dagli incentivi legati alla transizione energetica e al PNRR.
Retina nasce dall’idea di operare in un settore che fino a qualche anno fa era legato soprattutto alla produzione di energia elettrica da biogas – spiega Torra –. Con l’evoluzione normativa e gli incentivi per il biometano si è aperta invece la possibilità di produrre gas da immettere direttamente nella rete energetica.
Il progetto prende forma concretamente tra il 2021 e il 2022, concentrandosi soprattutto nelle aree del Centro-Sud Italia caratterizzate da una forte presenza di allevamenti intensivi, come l’Agro Pontino e la Campania, territori dove la gestione dei reflui agricoli e zootecnici rappresenta una delle principali sfide ambientali.
Ci siamo resi conto che in queste zone mancavano impianti di questo tipo – racconta – e che c’era la possibilità di intervenire sia sul fronte della sostenibilità ambientale sia su quello della gestione degli scarti agricoli.
Oggi Retina ha lavorato su oltre cinquanta progetti in Italia e conta circa venti iniziative in portafoglio, molte delle quali già in fase di costruzione o produzione. Diversi impianti si trovano proprio nella provincia di Latina, tra Pontinia, Latina e Terracina. Secondo Torra, il modello sviluppato dalla società si basa su tre direttrici principali: sicurezza energetica, riduzione dell’impatto ambientale degli allevamenti e sviluppo di fertilizzanti organici alternativi ai prodotti chimici tradizionali.
Il tema della sostenibilità oggi è centrale – sottolinea – soprattutto se si pensa alla riduzione dei fertilizzanti chimici e alla necessità di costruire filiere sempre più tracciabili e compatibili con il territorio.
Gli impianti sviluppati da Retina utilizzano biomasse agricole e reflui zootecnici per produrre biometano da immettere nella rete nazionale del gas, ma anche fertilizzanti organici e CO₂ biogenica destinata a utilizzi industriali e alimentari. Un aspetto su cui la società insiste particolarmente riguarda la distinzione tra gli impianti agricoli per il biometano e il trattamento dei rifiuti urbani. Gli impianti sviluppati da Retina utilizzano infatti esclusivamente biomasse agricole tracciabili e sottoprodotti provenienti dal comparto zootecnico, senza impiego di rifiuti urbani.
Partecipiamo spesso a incontri pubblici proprio per spiegare cosa facciamo – conclude Torra – perché spesso questi impianti vengono associati al mondo dei rifiuti, mentre noi operiamo esclusivamente all’interno della filiera agricola.
Secondo Retina, questo modello potrebbe rappresentare anche uno strumento utile per ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi, limitare la dispersione di nitrati e favorire nuove forme di economia circolare legate all’agricoltura e alla gestione sostenibile delle biomasse. Una visione che al Villaggio Coldiretti si inserisce nel più ampio confronto su innovazione, sostenibilità e futuro dell’agricoltura, temi sempre più centrali per il territorio pontino e per il comparto agroalimentare italiano.
