lunedì, Marzo 31, 2025
Attualità

L’agricoltura rigenerativa in Algeria e il ruolo del Piano Mattei

In un mondo che affronta sfide crescenti come il cambiamento climatico e la scarsità di risorse, l’Algeria emerge come un laboratorio di innovazione agricola e sostenibilità. Nel cuore del Sahara, un paesaggio che da sempre richiama immagini di desolazione e calore estremo, si sta realizzando una rivoluzione straordinaria: la desertificazione viene affrontata con visione, tecnologia e un approccio rigenerativo.

A El Oued, nel Sahara algerino, distese di sabbia stanno cedendo il posto a campi coltivati. Grazie a tecnologie all’avanguardia e metodi di coltivazione avanzati, patate, pomodori e datteri sono diventati emblemi della rinascita agricola. Il sistema tradizionale del ghout, modellato sulle risorse idriche sotterranee, convive con l’innovazione: irrigazione di precisione, sensori per il monitoraggio del suolo e perforazioni profonde rappresentano il nuovo volto di un’agricoltura resiliente.

Il sistema agricolo del ghout, risalente al XV secolo, è un capolavoro di adattamento e sostenibilità. Piccole oasi, non più grandi di 0,5 ettari, integrano colture di palme da dattero, verdure e cereali in un complesso ecosistema multistrato. Tuttavia, le moderne tecnologie, come i sensori IoT e i droni per l’agricoltura di precisione, stanno trasformando la produttività e proteggendo il fragile equilibrio ecologico.

L’acqua, risorsa vitale nel Sahara, è al centro delle strategie agricole algerine. Dall’utilizzo di pompe solari alla promozione dell’agrivoltaico, l’Algeria punta a ridurre gli sprechi e a garantire una produzione agricola sostenibile. Queste innovazioni riducono fino al 20% il consumo idrico, dimostrando che sostenibilità ambientale ed efficienza economica possono convivere.

In questo scenario, l’Italia si propone come partner strategico con il Piano Mattei, un’iniziativa che mira a rafforzare la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo. Tra i progetti principali spicca l’accordo tra Bonifiche Ferraresi SpA e il governo algerino per la rigenerazione di 36.000 ettari di terreni agricoli. Con un investimento di 420 milioni di euro, il progetto promuove l’agricoltura rigenerativa ad alta tecnologia, migliorando la salute del suolo, la biodiversità e la sicurezza alimentare. Entro il 2028, si prevede di dedicare il 70% della superficie coltivata ai cereali, affiancati da legumi per il mercato locale.

Le relazioni Italia-Algeria offrono enormi opportunità per le imprese italiane. Dal trasferimento di tecnologie agricole al know-how per la meccanizzazione, le sinergie potrebbero definire un modello di cooperazione innovativo e replicabile altrove. Il Ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato il carattere condiviso di questa iniziativa: “Non è un progetto italiano o algerino, ma un’iniziativa comune che unisce le nostre bandiere.”

L’esperienza algerina dimostra che, con impegno e innovazione, anche il deserto può rinascere. Questo esempio non solo evidenzia la resilienza umana, ma offre una roadmap per affrontare le sfide globali. Il Mediterraneo, da barriera, diventa un ponte verso un futuro prospero e sostenibile per entrambe le sponde.

Autore

  • Francesca Liani

    Francesca Liani, romana di nascita e cittadina del mondo, unisce una solida formazione umanistica a competenze in studi internazionali. Come project manager ha seguito importanti campagne di comunicazione e promozione all’estero di Consorzi DOP italiani, valorizzando eccellenze come olio EVO, mozzarella di bufala campana e pomodoro San Marzano. In qualità di esperta in marketing territoriale, racconta storie e tradizioni alimentari dei luoghi con un focus su sostenibilità e identità locale. La sua scrittura esalta il valore del Made in Italy rendendo protagonisti prodotti e territori quali ambasciatori della cultura del buon vivere nel mondo.

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