giovedì, Aprile 3, 2025
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Il vino per lo sviluppo del territorio: parte Vinitaly 2025

Ai nastri di partenza la 57° edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile. 18 i padiglioni della manifestazione, pronti ad ospitare le circa 4.000 aziende espositrici; attesi operatori da 140 nazioni nel mondo, compresi 30.000 buyer della domanda internazionale.

Tra le principali novità di quest’anno, il numero zero di Vinitaly Tourism: un’intera giornata di appuntamenti dedicati all’enoturismo, con convegni, incontri e momenti di networking, che metteranno in contatto diretto il mondo del vino con gli operatori turistici per la promozione delle cantine del Belpaese. 

In programma mercoledì 9 aprile, attraverso Vinitaly Tourism saranno coinvolte 64 cantine e 16 top buyer tra tour operator, agenzie di viaggio, online travel agency, provenienti da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia. 174 gli incontri B2B in calendario, in formato speed date. 

Considerata una risorsa chiave per il futuro delle aziende vinicole, con un impatto positivo sull’economia locale e sulla promozione territoriale, il tema del legame tra vino e turismo sarà approfondito anche attraverso la presentazione di un Report a cura dell’Associazione italiana Turismo Enogastronomico, frutto di un’indagine condotta su un campione rappresentativo di 1.500 turisti italiani. 

La transizione in atto è evidente: dal semplice “drinking wine”, il consumatore si sta orientando sempre più verso il “living wine”: guarda, cioè, al il vino non come prodotto di consumo quotidiano, ma come esperienza da degustare a 360 gradi, all’interno di un programma di viaggio che vede la sosta in cantina come l’esperienza più importante della vacanza e il prodotto “vino” (38,1% delle preferenze) come l’icona dell’enogastronomia italiana, davanti all’olio extra vergine di oliva (24%), alla pizza (22%), alla pasta (15%) e ai formaggi (11%).

I risultati della ricerca indicano che l’attenzione verso la visita alle cantine e i territori di produzione continua a crescere: in particolare, il numero di turisti italiani che ha visitato i luoghi del vino è passato dal 60% del 2021 al 77% del 2025, mentre il 40% dei turisti italiani dichiara di aver visitato almeno una cantina nel corso dei viaggi più recenti, contro il 32% del 2024 e il 29% del 2021. 

Il potenziale del turismo enogastronomico è alto, ma il business rischia di essere penalizzato per la presenza di alcune criticità, evidenziate nel Report. 

Gli intervistati sottolineano la mancanza di informazioni chiare sull’esperienza (es. orari, costi, contenuti), che è stata rimarcata dal 58% dei visitatori italiani, e dalle limitazioni di orario e di giornate della visita (54%), principalmente dovuta al fatto che molte cantine restano chiuse nei giorni festivi, che sono quelli in cui il pubblico dei winelover avrebbe più tempo disponibile da impiegare nella fruizione delle esperienze. 

Un altro fattore critico è particolarmente attuale ed è legato al timore dei controlli stradali dopo l’esperienza di visita e degustazione, con il rischio di una sospensione della patente. A indicarlo è più della metà degli intervistati (53%), anche alla luce delle recenti normative più restrittive. 

Interessante il punto sul prezzo atteso. Il 63% dei turisti italiani dichiara che il prezzo ha limitato la decisione di visitare un’azienda di produzione (fra cui le cantine), e se il 31% è disposto a impegnare una somma compresa tra i 21 e 40 euro per visita, c’è un 36% che non intende pagare oltre i 20 euro. Ma anche un terzo disposto che si dichiara disponibile ad un esborso superiore. 

Per Roberta Garibaldi, presidente di Associazione italiana Turismo Enogastronomico: «I dati evidenziano chiaramente l’importanza di strutturare azioni di sistema mirate per valorizzare il turismo enogastronomico e le aree rurali, riconoscendo nelle aziende agricole il fulcro strategico per lo sviluppo sostenibile dei territori. Occorre affrontare con determinazione il nodo dei trasporti, investire nella formazione e incentivare le risorse umane, affinché gli operatori possano migliorare la propria offerta e attrarre flussi turistici durante tutto l’anno».

Per quanto riguarda le mete del vino più apprezzate dai winelover italiani e internazionali, secondo l’analisi delle tracce digitali condotta in collaborazione con Data Appeal, Langhe/Barolo, Chianti e Montalcino hanno ottenuto il più alto gradimento. 

Invece, tra le destinazioni turistiche più desiderate e caratterizzate dalla presenza di produzioni vitivinicole, emerge che i turisti italiani vorrebbero visitare le Cinque Terre (20,1% di preferenze) ed il Salento (19,9%), i tedeschi sono più orientati verso il Chianti (38%) e il territorio di Montepulciano (27%), gli inglesi verso l’Etna (33%) e il Chianti (30%) così come gli americani che però sono più orientati verso il Chianti (41%) e a seguire l’Etna (32%).

Grossa anche l’attesa nei confronti dei Castelli Romani, nominati Citta del Vino 2025: i Comuni di Marino, Ariccia, Colonna, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Nemi e Velletri ospiteranno infatti attività enoturistiche, culturali, ambientali, socioeconomiche, relativo al mondo del vino nelle sue molteplici declinazioni, mettendo al centro la creatività, l’innovazione, la sostenibilità, l’attenzione all’ambiente, il coinvolgimento della filiera vitivinicola, turistica ed enogastronomica locale.

 «La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni in Italia ci restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità – spiega il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini.  Vinitaly Tourism intende essere la leva fieristica per lo sviluppo del turismo dei territori del vino e, quindi, delle aziende del nostro Paese».

Ad aprire i lavori di Vinitaly tourism sarà il convegno di approfondimento “L’enoturismo non è (solo) una degustazione: come costruire un business vero” a cura di Winedering (dalle 10.10 alle 11.40). 

A seguire i focus:

  • “Enoturismo in Italia: dati, trend e opportunità” (11.40-12.10) 
  • “Strategie sinergiche per la valorizzazione delle denominazioni e del territorio” (12.10-12.50)
  • “Innovazione e sostenibilità nell’hospitality vinicola: il ruolo chiave dell’hospitality manager” (12.50-13.25). 

Il Movimento turismo del vino, con la presidente Violante Gardini Cinelli Colombini, chiuderà le sessioni di Vinitaly Tourism puntando i riflettori su “Turismo del vino: differenze regionali, nuove sfide e opportunità” (13.35-14.10). 

Per maggiori informazioni: https://www.vinitaly.com/verona/aree-tematiche/vinitaly-tourism/

Autore

  • Silvia Gravili

    Nata nell’81, dopo la laurea magistrale conseguita con lode e un dottorato di ricerca su sviluppo territoriale, turismo, sostenibilità e valorizzazione dei prodotti tipici delle filiere agroalimentari e artigianali, si è specializzata in Social media management. Esperta di comunicazione istituzionale, relazioni pubbliche e comunicazione di sostenibilità, attualmente svolge la sua attività al CIHEAM, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari.

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