Da Firenze a Roma: la Maddalena di Piero di Cosimo racconta le donne del Rinascimento
Al VIVE una mostra che parte da un dipinto per svelare la vita quotidiana delle donne del Cinquecento
È un’esperienza unica quella che offre, fino al 5 luglio, il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia, sede della mostra “La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino”. Un’idea particolare, quella alla base del progetto: partire da un dipinto per entrare nella vita quotidiana delle donne della Firenze del Rinascimento, presentandone oggetti e piccoli riti.
Quale miglior scelta, allora, di un quadro che presenta Santa Maria Maddalena come una giovane del suo tempo: seduta a leggere, con un cerchietto di perle tra i capelli e un abito colorato, dal gusto contemporaneo.

(1490-1492; tempera e olio su tavola)
Lo sviluppo della mostra
La mostra si sviluppa attraverso undici sezioni, che seguono tre linee concatenate.
Nella prima si indaga l’opera di Piero di Cosimo sotto il profilo stilistico e iconografico, inserendola nel percorso dell’artista e interpretandola nelle sue coordinate culturali. Quando, infatti, dipinge il ritratto della Maddalena, tra il 1490 e il 1492, l’autore ha 30 anni e si va affermando come uno dei più raffinati ma anche misteriosi esponenti della sua generazione. Un pittore, allievo di Cosimo Rosselli, che sta elaborando un linguaggio molto personale, che riprende lo spirito analitico della pittura fiamminga, la rivoluzione della luce di Leonardo Da Vinci e la sobrietà elegante di Domenico Ghirlandaio.
Nella seconda linea narrativa le donne fiorentine del Rinascimento vengono seguite lungo le tappe della loro vita: la nascita, l’educazione, la vita religiosa, il matrimonio e la maternità, la cura del corpo, la gestione della casa, le pratiche devozionali, le occupazioni dentro e fuori l’ambiente domestico. Il racconto non include solo le classi benestanti, ma anche le serve, le balie, le ricamatrici e persino le schiave, di cui parlano alcuni documenti.
Nella terza linea viene messa in evidenza la grande qualità estetica e tecnica delle cosiddette arti decorative nell’Italia del tempo, in cui un tessuto, un gioiello, un piatto o una brocca costituivano parte integrante dello stesso universo culturale e produttivo di un dipinto o di una scultura.

(primo quarto del XVI sec.; legno dorato, pastiglia, ferro battuto)
La vita delle donne del tempo, tra gli oggetti e i documenti
Molti degli oggetti esposti provengono da laboratori e imprese artigiane fiorentine, che all’epoca producevano tessuti, abiti, dipinti, sculture e una vasta gamma di oggetti di uso quotidiano, ma non mancano piccoli capolavori importati dai principali centri manifatturieri della penisola.
Ecco allora i cofanetti splendidamente intarsiati e le cassapanche create per contenere o esporre i doni di nozze; e poi i libri di preghiere con preziose miniature; il vasellame; piatti, bicchieri e calici; coltelli, stoffe e tovaglie; anelli e gioielli. Tutti oggetti di cui le donne si servivano o che ricevevano in dono.
Interessante e ricco anche il fronte dei documenti. Sono esposte lettere, libri di conti e libri di poesie: elementi che dialogano con gli oggetti in mostra, restituendo scampoli della vita quotidiana delle diverse donne dell’epoca. Conosciamo così Lucrezia Tornabuoni, madre di quel Lorenzo il Magnifico che fu Signore in Firenze fino al 1492, ma anche oscure religiose come tal suor Paraclita. Per non parlare di una donna, Maddalena Morelli, che scrive ad Amerigo Vespucci per chiederle di restituire un ducato che le doveva.

L’ apparato multimediale e un ricco calendario di eventi
Ventidue supporti didattici digitali, disposti lungo tutto il percorso della visita, sono preziosi non solo nel dare informazioni sulle varie sezioni e i loro contenuti, ma anche nel collegare gli oltre sessanta tra oggetti e documenti esposti a tanti dipinti del tempo, che si visualizzano sugli schermi in background e ne mostrano la diffusione o l’utilizzo.
La mostra è curata da Edith Gabrielli, direttrice del VIVE, con la consulenza storica Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini: un progetto interdisciplinare che ha coinvolto circa trenta studiosi di diversa formazione e provenienza. E Palazzo Venezia – luogo che conserva una delle principali collezioni italiane di arti decorative – appare il luogo ideale per l’iniziativa: rappresenta infatti una tappa di avvicinamento al nuovo percorso stabile del piano nobile (che dovrebbe essere inaugurato fra un anno) dedicato alla grande tradizione artistica e artigiana della penisola, dal Medioevo fin quasi alle soglie del Made in Italy.
La mostra è accompagnata da una guida e da un volume di studi che sarà presentato il 28 maggio in una giornata speciale. Previsto anche un buon programma di attività collaterali: laboratori per bambini, visite guidate e uno spettacolo, il 29 maggio, “Maddalena c’est moi”, con Iaia Forte e musiche di Danilo Rossi, Prima Viola del Teatro alla Scala di Milano.
Informazioni pratiche
| Titolo mostra | La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino |
| Città | Roma |
| Sede | Palazzo Venezia |
| Date | Dal 17/04/2026 al 05/07/2026 |
| Orari | Tutti i giorni, 9.30-19.30 (ultimo ingresso 18.45) |
| Biglietti | Intero: 18 euro (mostre incluse) Agevolato: 5 euro (mostre incluse) La mostra è inserita nel biglietto del VIVE |
